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Confcommercio

Zona bianca. Indino: ora tocca a discoteche per combattere "mala movida"

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 14 giu 2021 13:36
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L’ingresso in zona bianca permetterà alla Riviera di sfruttare le proprie potenzialità turistica, ma ora tocca anche alle discoteche che possono contribuire anche a contenere il fenomeno della “mala movida”. A dirlo è il presidente provinciale di Confcommercio Gianni Indino secondo cui “la riapertura dei locali da ballo sarà un passo fondamentale anche per l’ordine pubblico“. Ricordando i fatti di cronaca degli ultimi giorni, Indino commenta polemicamente: “se questi fatti fossero accaduti vicino ad un locale aperto, sarebbe scattato subito l’articolo 100 del Tulps, con sanzione e immediata chiusura del locale“. Secondo il presidente Confcommercio è necessario quindi rimettere mano alla legge. Non è “possibile – aggiunge –, ogni anno, dover pregare le istituzioni statali per avere rinforzi sul nostro territorio. Bene comunque l’arrivo di oltre 200 uomini e donne delle forze dell’ordine“. “Sarebbe importante – conclude Indino  – che i rappresentanti delle imprese del mondo della notte fossero invitati ai tavoli istituzionali per avere un contributo di esperienza“.

La nota stampa

“Con l’ingresso della nostra regione in zona bianca e la contestuale abolizione del coprifuoco, tutta la Riviera può finalmente ripartire sfruttando le proprie potenzialità turistiche. La Riviera Romagnola senza le attività notturne – spiega il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino – non può essere nemmeno pensata ed è bastato questo scatto verso la normalità a fare balzare le prenotazioni per le vacanze estive. Bene così. Non dimentichiamo che sul nostro territorio ci sono autentici professionisti dell’intrattenimento notturno, che fino a questo momento avevano deciso di non aprire oppure lo hanno fatto lavorando poco e con mille limitazioni, in primis di orario, talvolta reinventando anche le proprie attività. Se il coprifuoco a mezzanotte aveva dato una boccata d’ossigeno ai ristoranti, ora sarà la volta del rifiorire dei tanti pub e birrerie del territorio. Chi fa dell’intrattenimento la propria professione ha l’esperienza, la formazione necessaria e anche la passione per questo lavoro che li rende capaci di fare scuola a tutta Italia e non solo. Riattivare queste attività potrà dare anche un bel contributo a limitare quella che viene definita la “mala movida” giovanile, che purtroppo in queste settimane sta sempre più riempiendo le cronache dei giornali.
La domanda di divertimento, soprattutto da parte dei più giovani, è fortissima. Ora è il momento di riaprire anche discoteche e sale da ballo, locali che hanno nel proprio Dna la peculiarità di saper gestire numeri imponenti di giovani che vogliono divertirsi, anche investendo molte risorse per adeguarsi a linee guida e protocolli di sicurezza sanitaria. Questo ultimo passo verso la normalità permetterebbe di tornare a mettere a sistema tutte le nostre peculiarità di terra del divertimento giovanile. Lo ritengo un passo obbligato: le discoteche sono rimaste le uniche attività a non poter riaprire e non hanno nemmeno una data per farlo. Al contrario, i giovani stanno ballando già dappertutto, come ad esempio ville e giardini affittati per l’occasione, tutto al di fuori delle regole e senza alcuna licenza.
La riapertura dei locali da ballo sarà un passo fondamentale anche per l’ordine pubblico perché, abbiamo visto, quando nessuno gestisce la notte con luoghi idonei e professionisti formati, c’è il rischio di dare il via all’anarchia più totale. In questi giorni abbiamo letto di numerose risse scoppiate in vari luoghi dei centri turistici e cittadini, sul nostro territorio come in altre parte d’Italia. Se questi fatti fossero accaduti vicino ad un locale aperto, sarebbe scattato subito l’articolo 100 del Tulps, con sanzione e immediata chiusura del locale. Non vediamo invece la stessa risposta quando i fatti accadono nelle piazze principali, nei parchi, nelle aree centrali e turistiche. Credo sia arrivato il momento di rimettere mano a questa legge vetusta, assurda per i nostri giorni, come credo che non sia possibile, ogni anno, dover pregare le istituzioni statali per avere a disposizione sul nostro territorio i rinforzi estivi: dovrebbe essere una procedura normale, consolidata, senza bisogno di richieste, considerati i numeri del turismo sulla Riviera romagnola che d’estate diventa una vera e propria metropoli. Bene comunque l’arrivo di oltre 200 uomini e donne delle forze dell’ordine, che abbiamo appreso arriveranno a luglio dalle parole del Prefetto Forlenza dopo il Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dei giorni scorsi. Anche la Regione si pone interlocutore per questo tema con un incontro insieme ai sindaci della costa: sono convinto che a questi tavoli sarebbe importante anche la presenza dei rappresentati delle imprese del mondo della notte, delle discoteche e non solo, che potrebbero portare un grande contributo di esperienza”.

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