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spostati a mano nel parco

Gli improbabili parcheggi degli scooter elettrici gialli

In foto: lungo la passeggiata ciclopedonale
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 1 giu 2021 11:09 ~ ultimo agg. 20:25
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Parcheggiati su piste ciclopedonali o direttamente sull’erba di un’area verde. A poco più di una settimana dal lancio dello scooter sharing elettrico, sono diverse le segnalazioni di parcheggi irregolari dei motorini gialli, che sono andati ad ampliare l’offerta della mobilità sostenibile di Rimini. Quelli in foto si trovavano al parco Olga Bondi.

Ogni mezzo posizionato in città – fa sapere l’azienda MiMoto, uno dei partner che gestisce il servizio – è monitorato negli spostamenti. Erano giunte alcune segnalazioni, poi analizzate dal CRM ed è emerso che i due scooter nel parco Bondi sono stati spostati a spinta da un parcheggio corretto. In questo caso, quindi, gli utenti che li avevano affittati non hanno alcuna responsabilità.

Nel caso in cui, però, chi noleggi il mezzo lo lasci in un luogo improprio l’azienda si può rivalere sul cliente applicando una penale. Nello specifico, 200 euro se lasciato in un luogo illecito, 50 euro se lasciato in strada ma davanti a un passo carrabile o altra situazione vietata dal codice della strada. A fine corsa, benché non sia obbligatorio – aggiunge MiMoto – si può fare una fotografia allo scooter, per certificarne il corretto uso. Anche questo può essere un valido strumento.

 

Il servizio, gestito da Be Charge e MiMoto, propone il noleggio di 50 mezzi posizionati in diversi punti della città. Dopo l’uso, gli scooter possono essere lasciati in qualsiasi luogo, chiaramente, nel rispetto delle regole del codice della strada. Il fatto che siano elettrici, infatti, non consente di utilizzarli su piste ciclabili, né tanto meno in parchi e aree verdi.

Lo scooter sharing (vedi notizia) è sicuramente una opportunità valida e utile per rendere le città ambientalmente più sostenibili, ma purtroppo, così come accaduto per bici e monopattini, deve fare i conti con la maleducazione di alcuni utenti.

 

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