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Cocaina purissima e 2mila euro in contanti nella stanza d'albergo. Arrestato 30enne

In foto: la droga e i soldi recuperati dalla Squadra giudiziaria
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 3 mag 2021 15:28 ~ ultimo agg. 19:48
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Un altro blitz antidroga della Squadra giudiziaria della polizia Locale di Rimini ha permesso di interrompere un giro di spaccio di cocaina molto redditizio. In manette è finito un 30enne albanese, incensurato e irregolare sul territorio. E’ caccia invece al complice, ancora irreperibile e non presente al momento della perquisizione nella sua stanza d’albergo a Rivazzurra.

L’operazione è avvenuta la sera del primo maggio. Erano le 23,30 quando gli agenti hanno deciso di entrare in azione. Era già diversi giorni che tenevano d’occhio i due sospettati, visti in varie circostanze in compagnia di noti assuntori della zona, coi quali avevano incontri brevi e ripetuti nell’arco della settimana. Così l’altra sera il personale della Squadra giudiziaria si è presentato nell’hotel di via Messina dove alloggiavano i due spacciatori e, dopo essersi qualificato, si è fatto consegnare dal portiere d’albergo il passepartout delle due camere.

All’interno di una delle due era presente il 30enne albanese, che fingendo di non capire l’italiano ha preferito non collaborare. Gli agenti, con regolare mandato di perquisizione rilasciato dal pm di turno, Davide Ercolani, hanno setacciato la stanza da cima a fondo. Sulla scrivania c’erano 5 involucri di cocaina da mezzo grammo l’uno, mentre in un cassetto tutto il materiale per il confezionamento e 770 euro in contanti.

Nella camera del collega, invece, sono spuntati altri 1.500 euro in contanti mentre nel corridoio che collega le due camere, all’interno di un vano idraulico, erano stati nascosto altri 10 grammi di cocaina purissima, come ha confermato il narcotest. Il 30enne albanese, arrestato per detenzione ai fini di spaccio in concorso, questa mattina è comparso in tribunale per la direttissima. Assistito dall’avvocato Massimiliano Orrù, ha patteggiato 8 mesi di reclusione (pena sospesa). Al termine dell’udienza è stato preso in carico dal personale dell’Ufficio immigrazione della questura che si occuperà della sua espulsione. Il collega del pusher, probabilmente anche lui albanese, è ancora ricercato.

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