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A un anno dalla pandemia

Coriano, il comune incontra Caritas: di riparte dal lavoro

In foto: il sindaco Spinelli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 17 mar 2021 16:53 ~ ultimo agg. 16:53
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Ad un anno dalla pandemia, il sindaco di Coriano e gli assessori hanno programmato una serie di incontri con le associazioni di volontariato del territorio per fare il punto della situazione. Nell’appuntamento con la Caritas parrocchiale, confrontando i dati e i progetti sulle singole famiglie, è nata l’intenzione di riprendere e rivedere i percorsi che sarebbero dovuti partire in concomitanza con la prima fase della pandemia, in particolare in tema di lavoro. Niente assistenzialismo, precisa l’amministrazione, ma una risposta completa che veda l’uscita dall’isolamento e l’integrazione delle persone nel contesto comunitario per creare quella rete di sostegno e solidarietà che la lunga fase di emergenza sta lentamente sgretolando. “Riprendo la frase – scrive il sindaco Domenica Spinelliche ha messo tutti d’accordo, “collaborare è un modo importante ed efficace per affrontare al meglio l’emergenza in tutte le sue fasi e soprattutto in questa nuova normalità”, e ringrazio la Caritas per la disponibilità da sempre garantita alle istituzioni. Oggi riprendiamo dal protocollo firmato con Caritas Rimini ODV nel dicembre 2019, affinché si possa con energia predisporre una politica condivisa che abbia come obiettivo l’inserimento lavorativo di chi ha perso il lavoro. Per queste persone infatti il lavoro assume un significato ulteriore e più importante, in quanto non rileva solo al fine di avere un reddito, ma rappresenta il riscatto sociale e la conquista di un posizione di “normalità” che pensavano di non poter raggiungere. Mentre le imprese di grandi dimensioni, oltre ad avere un obbligo giuridico di assunzione di persone svantaggiate e/o disabili, hanno la possibilità di impiegare personale al fine di realizzare interventi sociali, le piccole e medie imprese, numerose nel nostro territorio e spesso a conduzione familiare, non riescono a dotarsi degli strumenti e della formazione necessaria che permetterebbe loro di avvalersi del lavoro di persone in condizione di svantaggio sociale. In questo momento ci può salvare la determinazione nell’affrontare l’emergenza con lo sguardo alla stabilità delle famiglie per il futuro.

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