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Stress da covid. Ausl cerca volontari per testare modello di rilassamento

In foto: una seduta
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 10 feb 2021 17:14
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Stress da Coronavirus? l’Ausl Romagna, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna ha progettato una ricerca per testare l’efficacia di un protocollo di rilassamento associato a Neurofeedback, che ha l’obiettivo di lenire sintomi ansioso-depressivi, insonnia, irrequietezza e altri disturbi psicologici. Per farlo ha bisogno di cittadini che testino la terapia.

Il progetto, che si svolgerà all’ospedale Bufalini di Cesena, è rivolto ad adulti che non sia in cura con psicofarmaci. Chi deciderà di partecipare, dovrà compilare una scheda con domande relative allo stato socio – anagrafico, di salute ed alla qualità di vita. Verrà poi contattato via mail o telefono per un appuntamento in cui saranno date tutte le informazioni e, se disponibile, sarà fatta la prima seduta di rilevazione dei parametri neurofisiologici e di rilassamento (della durata di circa un’ora).

 Il Neurofeedback Training – spiega la dottoressa Rosa Sant’Angelo, psichiatra dell’ospedale di Cesena – sta divenendo uno dei più importanti approcci terapeutici in Psicologia, Neurologia, Neuropsichiatria Infantile. E una metodica efficace, non invasiva, integrativa o alternativa all’uso di psicofarmaci, priva di effetti collaterali. Il trattamento che proponiamo ai cittadini che vorranno aderire consisterà in un protocollo di rilassamento della durata di 40 minuti, da svolgersi 2 volte a settimana per 4 settimane. Le sedute saranno concordate singolarmente cercando di rispettare il più possibile gli impegni personali di ciascuno. La persona verrà fatta accomodare su una poltrona comoda e vedrà su uno schermo immagini di paesaggi accompagnate da suoni e musiche rilassanti. Durante la seduta di trattamento saranno monitorati le onde EEG, il battito cardiaco e la conduttanza cutanea della persona. La metodologia della ricerca ed i questionari sono stati esaminati ed approvati dal Comitato Etico di ricerca locale

 Le informazioni che forniranno le persone disponibili – spiega la dottoressa sant’Angelo – aiuteranno i ricercatori a comprendere meglio le attuali problematiche stress-correlate permettendo di programmare future ricerche e di pianificare i servizi di assistenza sanitaria.Tutti i dati raccolti nell’ambito di questo studio saranno mantenuti nel più stretto riserbo e fin dall’inizio del progetto resi anonimi tramite un numero in codice.

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