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Richiesta all'esecutivo

Approvata risoluzione: subito vaccini a personale scolastico e disabili

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 26 gen 2021 16:19
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La commissione Politiche per la salute e politiche sociali della Regione Emilia Romagna ha approvato una risoluzione della maggioranza per chiedere all’esecutivo regionale di sollecitare il governo nazionale a inserire fra le categorie che possono accedere in via prioritaria al vaccino anti Covid anche gli insegnanti e, in generale, il personale della scuola e dei servizi educativi, le persone con disabilità e quelle non autosufficienti, oltre a chi presta loro assistenza, anche a domicilio (come ad esempio i dipendenti di cooperative sociali).

L’atto è stato presentato dai consiglieri di maggioranza Marcella Zappaterra (Pd), prima firmataria, Silvia Zamboni (Europa verde), Ottavia Soncini (Pd), Giulia Pigoni (Bonaccini presidente) e Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa). Poi sottoscritto anche da Katia Tarasconi, Roberta Mori, Nadia Rossi, Giuseppe Paruolo, Stefano Caliandro, Palma Costi, Marilena Pillati, Francesca Marchetti, Francesca Maletti, Lia Montalti, Manuela Rontini, Andrea Costa, Luca Sabattini, Matteo Daffadà e Massimo Bulbi (Pd), Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) e Federico Amico (ER Coraggiosa).

La maggioranza chiede anche all’amministrazione regionale di aumentare il numero dei punti vaccinali sui territori.

Il dibattito 

Marcella Zappaterra (Pd) ribadisce l’importanza della vaccinazione (“la soluzione per uscire dalla pandemia”), sollecitando il governo nazionale “a dettagliare le priorità nel piano vaccinale”, e ribadisce l’obiettivo di “ritornare il prima possibile a una scuola in presenza”.

Anche Silvia Piccinini (Cinquestelle), con una propria risoluzione (anche questa approvata) sottolinea l’importanza di vaccinare quanto prima il personale scolastico, “al fine di consentire al più presto la riapertura in sicurezza dell’attività didattica in presenza, anche per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”. La consigliera riferisce poi, presentando anche un emendamento all’atto della maggioranza (approvato), dei “gravi danni che importanti case farmaceutiche impegnate nella produzione dei vaccini stanno causando a tutti i Paesi europei e in particolare a quelli che, come l’Italia, stanno affrontando la campagna con grande impegno”, sostenendo le iniziative portate avanti dalle istituzioni italiane ed europee per fare rispettare gli accordi a questi gruppi farmaceutici.

Fabio Bergamini (Lega), riguardo alle vaccinazioni, parla di “risposta consapevole da parte della cittadinanza”: “Prima usciamo dalla crisi sanitaria, prima potremo affrontare la crisi economica”. Anche lui, poi, ribadisce la necessità di prevedere prima possibile il rientro a scuola in sicurezza. Simone Pelloni, sempre del Carroccio, chiede di “non considerare in posizione prioritaria per le vaccinazioni chi ha già avuto il virus e, quindi, ha sviluppato gli anticorpi”. Chiede poi di inserire fra le categorie con priorità “il personale delle forze armate, delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, delle polizie locali e della protezione civile”.

Per Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) “il vaccino è l’unico strumento in grado di contenere la diffusione del virus (oltre al lockdown)”. Si dichiara poi preoccupata per i ritardi nella distribuzione dei vaccini. Giulia Pigoni, dello stesso gruppo, critica i Cinquestelle: “Finalmente anche voi sostenete la didattica in presenza”. Per la consigliera è, infatti, fondamentale “garantire il diritto allo studio, fino ad ora è stato fatto poco per riaprire le scuole in sicurezza (in replica Piccinini ha invece spiegato che “la ministra Azzolina è una sostenitrice della scuola in presenza, nella fase del lockdown non c’erano altre soluzioni oltre alla didattica a distanza”).

Sempre in tema di vaccinazioni, Valentina Castaldini (Forza Italia), chiede, con un emendamento (approvato) di “utilizzare aree anche temporanee, in strutture idonee (come indicato dal piano vaccinale regionale)”. Con un secondo emendamento (anche questo approvato) domanda poi di aumentare i momenti di confronto in commissione con l’assessorato. Nel documento della maggioranza rileva “un errore sul numero dei vaccini somministrati giornalmente, sono poco più di 4.500 e non 8.000”. Infine, sulle scuole sollecita, al pari della campagna vaccinale, “l’attivazione di una più robusta campagna di screening”.

Anche per Federico Amico (ER Coraggiosa) è necessario “sfruttare per questa campagna vaccinale gli spazi inutilizzati”. Solleva poi il tema della privatizzazione dei vaccini: “Si è sviluppato una sorta di monopolio da parte delle case farmaceutiche produttrici, che sta causando problemi nella gestione della pandemia, potrebbe essere utile sospendere i brevetti”. Sulla stessa linea Igor Taruffi, dello medesimo gruppo: “Non è accettabile che una multinazionale privata detti tempi e modi sulla distribuzione di un strumento vitale per la salute pubblica e per l’economia mondiale; il tema dei brevetti va affrontato quanto prima”. Rimarca poi la centralità dei servizi pubblici, “a partire da sanità e scuola”.

Sul piano vaccini nazionale Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) parla di “caos totale” e ribadisce la necessità di arrivare a un vaccino italiano, “anche con la compartecipazione del pubblico”. Chiede, infine, di inserire fra le priorità di vaccinazione la categoria dei militari e delle forze dell’ordine.

Anche per Silvia Zamboni (Europa verde) i ritardi nella consegna dei vaccini “rappresentano un grave danno ed è da sostenere la presa di posizione dell’Unione europea”. Chiede, infine, di posticipare le vaccinazioni per chi ha già superato la malattia, “ce lo chiede la comunità scientifica”.

Per Marco Mastacchi (Rete civica) “nella gestione del vaccino ci sono ancora tante cose non chiare, a partire dagli effetti che avrà il vaccino (tempi di copertura, effetti sulle variazioni del virus, differenze tra i diversi vaccini in commercio ecc.)”. Risoluzioni come questa, conclude, “che innestiamo in una situazione caotica, non avranno alcun effetto”.