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la storia

Attacco di cuore nello studio medico, 80enne salvata da due medici di famiglia

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 12 dic 2020 19:49 ~ ultimo agg. 13 dic 17:26
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Deve la vita alla prontezza di due medici di famiglia, l’80enne riccionese che ieri è stata colta da un improvviso malore mentre si trovava in uno studio medico di viale Diaz a Riccione. L’anziana, che aveva preso appuntamento per essere visitata dal suo medico curante, era in attesa di essere ricevuta quando la segretaria dello studio l’ha vista accasciarsi. Fortunatamente è riuscita ad afferrarla per un braccio evitando che cadesse a peso morto, poi ha chiesto aiuto ai due dottori: “C’è una donna che sta male, correte”, ha urlato la segretaria.

Il primo ad accorrere è stato il suo medico di famiglia, il dottor Renzo Bernardini, che le ha subito praticato il messaggio cardiaco, aiutato dal collega di studio, il dottor Stefano Tentoni, intervenuto con la bombola d’ossigeno. Dopo circa un minuto di manovre rianimatorie la paziente ha ripreso il battito. A quel punto i due medici hanno continuato a pomparle ossigeno fino all’arrivo dei sanitari del 118, che l’hanno trasportata d’urgenza all’ospedale Ceccarini di Riccione.

L’anziana, ricoverata in ospedale sotto osservazione, è fuori pericolo. Deve la vita alla tempestività e alla competenza dei due dottori. “Non siamo solo ricette e tamponi – spiega il dottor Tentoni, raggiunto telefonicamente -, ormai sembra si sia ridotto tutto a quello. Noi medici di famiglia facciamo anche tanto altro e credo che lo abbiamo dimostrato una volta di più”.

Tentoni non è nuovo a questo tipo di ‘salvataggi’. Nel giugno del 2017 salvò una bimba con una paralisi respiratoria sul volo Bologna-Lanzarote, per poi ripetersi meno di un anno dopo sul volo Bologna-Las Palmas, quando salvò un 75enne colpito da un collasso cardio respiratorio. Questa volta non è successo ad alta quota, ma il lieto fine c’è stato ugualmente: “Mi permetta però – ci tiene a sottolineare Tentoni – di fare i complimenti al mio collega perché è stato lui a intervenire per primo e a praticare il massaggio cardiaco alla paziente”. Che, nella sfortuna, ha avuto la fortuna di trovarsi al momento giusto nel posto giusto e, soprattutto, in buone mani.

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