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37 tra i malati terminali AIDS

San Patrignano. Quasi ottanta positivi al Covid

In foto: la comunità di San Patrignano
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 1 nov 2020 17:16 ~ ultimo agg. 2 nov 11:26
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Un grosso focolaio di coronavirus nella comunità di San Patrignano di Coriano. Il maggior numero dei casi si è evidenziato nella casa alloggio, struttura socio sanitaria per malati terminali di AIDS, dove sono stati registrati 37 casi sui 50 pazienti presenti. Dal 25 ottobre la struttura è stata attrezzata e organizzata per effettuare le cure di primo livello (ossigenoterapia, terapie per Covid), in collaborazione con l’ospedale di Rimini, in particolare con le consulenze di Malattie Infettive e Pneumologia. Ad oggi tre pazienti della Casa Alloggio già affette da gravi comorbidità sono state trasferite all’ospedale di Rimini per seguire ossigenoterapia a pressione positiva.

Oltre a questi casi di positività, ne sono stati riscontrati una quarantina fra i ragazzi in percorso. Al momento sono tutti casi asintomatici o paucisintomatici, quindi i ragazzi non manifestano problemi ed hanno già rassicurato telefonicamente i propri familiari sulle loro condizioni. Per evitare il propagarsi del virus all’interno della comunità, San Patrignano ha di fatto attuato una quarantena volontaria di tutti quei settori di cui i ragazzi fanno parte, isolando loro stessi e i compagni con cui hanno avuto contatti. I ragazzi di questi settori stanno facendo vita a sé per quindici giorni, al termine dei quali si sottoporranno a un ulteriore tampone. E’ stato comunque già effettuato uno screening dell’intera comunità.

Se eravamo riusciti a passare indenni l’ondata di marzo, questa volta dobbiamo fare anche noi i conti con il Covid 19 – spiega Antonio Boschini, responsabile sanitario e terapeutico di San Patrignano – Purtroppo erano comunque tanti i contatti della comunità con l’esterno e il virus ha trovato il modo di entrare. La fortuna è che ad oggi, ad eccezione dei tre casi della casa alloggio in cui il virus ha colpito persone già fortemente debilitate, tutti i ragazzi positivi stanno bene o presentano lievi sintomi. Ci tengo a ringraziare l’Asl di Rimini e l’Ufficio Igiene per l’estrema disponibilità a processare tutti i tamponi che stiamo facendo con il personale interno”.

La comunità si è vista nuovamente costretta a interrompere per almeno tre settimane gli inviti ai ragazzi in percorso da parte dei familiari, così come le verifiche a casa dei ragazzi in percorso. Contestualmente per due settimane sono state sospese all’interno della comunità le attività scolastiche e i corsi di formazione (situazioni di maggior contatto fra ragazze e ragazzi di settori differenti), per i quali la comunità si sta organizzando per ripartire con la didattica a distanza non appena possibile. Tutte le decisioni prese sin qui sono volte a tutelare la salute dei ragazzi e di tutti i collaboratori della struttura, dipendenti e volontari.

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di Redazione