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cinque 20enni denunciati

Imbrattano i muri con scritte contro il Dpcm e la polizia, individuati gli autori

In foto: Uno dei muri imbrattati ieri sera
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 7 nov 2020 14:43 ~ ultimo agg. 8 nov 14:02
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Con il pretesto di protestare contro le misure imposte dall’ultimo Dpcm, sono usciti di casa “armati” di bombolette spray e si sono divertiti ad imbrattare i muri di Rimini con scritte oltraggiose nei confronti del premier Conte e della polizia. Gli autori sono cinque giovani, tutti sui 20 anni tranne un minore. Ad individuarli una pattuglia della polizia di Stato che ieri sera, verso le 21, si è imbattuta in una grande scritta su un muro di un edificio in zona Arco d’Augusto, che recitava: “Dove finisce l’emergenza sanitaria e dove inizia il laboratorio di repressione?”. La vernice rossa ancora fresca ha spinto i poliziotti a dare la caccia ai responsabili, immaginando che l’azione dimostrativa fosse ancora in atto.

E così è stato. Infatti, nel corso della perlustrazione dei luoghi definiti più “sensibili” della città, circa mezz’ora più tardi, alle 21.30, in via Arnaldo da Brescia, sono state rintracciate altre scritte, questa volta sulle mura storiche dello stadio Romeo Neri. Neppure il tempo di girare l’angolo ed ecco che i poliziotti hanno individuato un gruppo di cinque giovani, con le mascherine indossate, subito fermati e identificati. I 20enni, messi alle strette, hanno ammesso le proprie responsabilità consegnando agli agenti anche le tre bombolette spray di vernice di colore bianco e rosso.

In quella mezz’ora di ricerche, i ragazzi si erano dati da fare, tappezzando i muri della città con slogan del tipo: “No Coprifuoco Stato Boia!”, “Acab”, “No al Coprifuoco, Sì alla Patrimoniale”, Digos Covid 19″ e altri insulti assortiti rivolti al presidente del consiglio e alle forze di polizia. Imbrattamenti sono stati rilevati anche sulla ciclabile del vicino parco Cervi e sul muro del Mercato Coperto. I cinque giovani sono stati denunciati e il minore riconsegnato alla madre.

“Queste non sono bravate – ha commentato sulla sua pagina Facebook l’assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad -. Spero che questi ‘soggetti’ vengano puniti col massimo previsto dalla legge dopo essersi adoperati alla pulizia delle loro scritte deliranti. Un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine”.

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