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Tocca alle imposte locali

Acquisti in centro. Indino chiede al comune un ulteriore sforzo

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 17 nov 2020 13:36 ~ ultimo agg. 13:42
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Apprezziamo gli sforzi dell’amministrazione riminese per incentivare gli acquisti in centro, ma chiediamo un ulteriore sforzo sulle imposte locali“. A dirlo è il presidente di Confcommercio Gianni Indino. “Conosciamo le difficoltà nel far quadrare i bilanci comunali – aggiunge –, ma un momento straordinario va affrontato con decisioni straordinarie. I consumi vanno a picco (-8,1% a novembre) e per non perdere il tessuto economico delle nostre città serve anche un’ulteriore sferzata sull’accesso al credito

La nota di Gianni Indino

“L’amministrazione comunale riminese, come anche altre sul territorio provinciale, continua a dimostrare di aver compreso le difficoltà sempre più pressanti che stanno vivendo le attività economiche del territorio, soprattutto quelle del commercio di prossimità e dei pubblici esercizi. Questo secondo lockdown, seppure “light” rispetto a quello primaverile – dice Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini – ha nuovamente chiuso bar e ristoranti, ha fatto saltare le domeniche lavorative per i negozi e limitato gli spostamenti anche tra Comuni se non per lavoro, salute o necessità: un combinato disposto che potrebbe mettere la parola fine su molte attività già duramente provate. Per questo apprezziamo anche gli ultimi sforzi in ordine di tempo messi in campo dal Comune, a cominciare dagli appelli ai cittadini da parte dell’assessore alle Attività produttive, Sadegholvaad, di fare acquisti nei negozi di prossimità, che unito all’impegno di sostenere interamente le spese per le luminarie natalizie e alla promessa di abbassare le tariffe dei parcheggi a gestione comunale per chi andrà a fare acquisti in centro, possono essere di aiuto.
Sappiamo che momento è difficile, ma alle amministrazioni chiediamo un ulteriore sforzo. Conosciamo le difficoltà dei Comuni nel far quadrare i bilanci, ma questo non è un momento normale: questo è il momento di prendere delle decisioni straordinarie. Così come al governo, anche alle amministrazioni locali chiediamo di eliminare tutte le tasse alle imprese che hanno subito danni indescrivibili, anche perché con i ristori che stanno arrivando, i piccoli imprenditori ci stanno pagando solo una parte delle tasse dovute. Inoltre sarebbe giusto che nella nostra provincia, tutta ad alta vocazione turistica, anche le attività degli altri comuni costieri diversi dal capoluogo, potessero usufruire del contributo appannaggio delle attività dei centri storici.
Quando chiediamo interventi straordinari ai Comuni parliamo di Tari, di imposta sulla pubblicità e di tutto ciò che è di competenza locale: portiamo avanti da mesi queste richieste, ma è sempre stata trovata una giustificazione per non intervenire. Giustificazioni legittime tenendo conto dei bilanci comunali, come altrettanto legittimo è da parte nostra cercare di aggrapparci con tutti noi stessi a ogni forma di sostegno possibile per riuscire a salvare le nostre imprese.
Fondamentale poi una nuova sferzata riguardo l’accesso al credito, di cui ho parlato nel mio recente incontro in videoconferenza con il Sottosegretario Villarosa che mi ha assicurato una risposta in tempi brevi sulla richiesta avanzata di eliminare tutti i vincoli che oggi impediscono a molte aziende di poter beneficiare di un’apertura di credito con gli istituti bancari.
Occorre una reazione forte, fatta di sostegni, di sgravi, di credito agevolato, ma anche di un programma di crescita e investimenti per il rilancio. Il deterioramento del contesto economico, associato all’acuirsi del clima d’incertezza, ha determinato un rapido peggioramento del Pil. Per il mese di novembre l’indicatore dei consumi scende dell’8,1% rispetto allo stesso mese del 2019 e l’Ufficio Studi di Confcommercio stima una riduzione del Pil del 7,7% su ottobre e del 12,1% annuo. A maggior ragione, dunque, non possiamo permetterci di perdere il tessuto commerciale delle nostre città, né come nazione, né tanto meno come territorio: fare acquisti nei negozi di prossimità vale il futuro della micro impresa, della nostra economia e del nostro vivere sociale”.

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