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Nè panico nè faciloneria

Uil Rimini sul Dpcm: penalizzato chi ha lavorato per adeguarsi

In foto: Uil
di Redazione   
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gio 29 ott 2020 13:02 ~ ultimo agg. 30 ott 07:29
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Un Dpcm che, nel condivisibile intento di contenere i contagi, penalizza proprio chi invece si è impegnato per attrezzarsi ad evitare contagi. Giuseppina Morolli, segretario generale della UIL di Rimini, commenta le ultime misure prese dal Governo. Con una stroncatura particolare per la gestione dei trasporti.


Il nuovo DPCM emanato il 24 ottobre u.s. contente misure urgenti per il contenimento del contagio da COVID-19 non ci convince.

Fermo restando il lodevole intento di cercare di interrompere la spirale dei contagi e quindi di salvaguardare la salute dei cittadini, le scelte adottate e le misure di restrizione di molte attività lavorative ci lasciano perplessi. Perché chiudere ristoranti, cinema e teatri che applicano le norme di sicurezza previste dai protocolli ?

Non c’è coerenza sulle misure: tutto ciò crea preoccupazione nei cittadini, nei lavoratori che non hanno certezza nel domani, soprattutto quale certezza per i giovani?? In Emilia Romagna e a Rimini in particolare, era stato fatto un importante e approfondito lavoro dopo il primo lockdown per definire protocolli operativi per consentire la riapertura in sicurezza.

Imponiamo protocolli di sicurezza a bar, ristoranti, piscine, palestre, teatri per i quali le strutture hanno dovuto sostenere costi importanti, poi li chiudiamo per evitare che la gente li frequenti.

Il Governo cosa fa?? Come sempre avviene in questo paese di tutta l’erba un fascio, facciamo chiudere anche chi ha sempre rispettato regole e protocolli ed ha lavorato garantendo sicurezza per dipendenti e per i clienti perché alcuni non hanno rispettato le regole ? Quali controlli sono stati fatti nei mesi scorsi per sanzionare chi si ne infischiava dei protocolli ?

Investiamo risorse ingenti nella scuola, per tutta l’estate si discute dei banchi a rotelle e poi ci ritroviamo con l’inevitabile didattica a distanza per ridurre il rischio “trasporti”. Sui trasporti stendiamo un velo pietoso perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, ministre dello stesso governo che si rimpallano le responsabilità dei contagi, ma dove siamo arrivati???

Si mette in campo una strategia di testing sulla popolazione appena accettabile ma poi ci si accorge che non si riesce a tracciare tutti perché non c’è sufficiente personale per farlo e allora si cambiano i parametri. Purtroppo per noi questo virus non scomparirà, allora dobbiamo essere tutti consapevoli di ciò, adottando come stiamo già facendo da quasi un anno tutte le precauzioni e misure del caso, però non possiamo morire di paura seminando terrore e panico, dobbiamo proteggerci in modo responsabile, stare lontano dal panico come dalla faciloneria, dobbiamo tornare a vivere, vogliamo tornare a vivere.

Ora certo non è intenzione della UIL di Rimini, sottovalutare la complessità e le difficoltà a cui il Governo deve fare fronte per limitare la diffusione del virus, salvaguardare la sostenibilità del SSN e impedire un tracollo dell’economia nazionale ma in questo momento cruciale ci saremmo aspettati scelte condivise con tutti,purtroppo invece continuano imperterriti sulla linea di un uomo solo al comando.

Il Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen commentando l’emissione di una obbligazione sociale europea da 17 miliardi sul SURE ha dichiarato: proteggiamo i posti di lavoro e conserviamo l’occupazione ! Nessuno deve essere lasciato indietro !!!

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