Indietro
menu
Le parole del ministro

Il ministro Speranza anticipa alla Camera i contenuti del Dpcm

In foto: Roberto Speranza
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 6 ott 2020 11:37 ~ ultimo agg. 17:50
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Stato d’emergenza esteso al 31 gennaio e nuovo Dpcm sono stati al centro dell’intervento del ministro della salute Roberto Speranza alla Camera.
Il ministro, prima di spiegare i contenuti del nuovo decreto che sarà varato domani, ha evidenziato la situazione attuale dell’epidemia. “Nel mondo ci sono 35milioni di contagiati e si è superato il milione di decessi” ha detto. Poi riportando i dati europei ha spiegato che l’Italia sta meglio rispetto agli altri Paesi “ma non dobbiamo farci alcuna illusione. Non siamo fuori pericolo e pensarlo sarebbe un azzardo.” “Anche l’Italia registra crescite di casi da nove settimane” dice “e ora c’è un elemento di novità perché non c’è più una dinamica di territorialità, con un pezzo del paese molto colpito ed un altro colpito in modo solo marginale. In questa seconda fase non è più così è c’è una crescita diffusa e generalizzata e nessuna realtà è fuori dai rischi. C’è bisogno della massima attenzione in ogni angolo del Paese“. Speranza ha auspicato la massima collaborazione tra Stato e Regioni “con le quali – ha detto – abbiamo avuto un incontro e ne avremo un altro prima della firma del Dpcm”. Nel documento sarà messo nero su bianco che la facoltà delle Regioni di restringere le maglie delle misure introdotte ma non di allargarle. Speranza ha evidenziato che si valuta “l’estensione dell’obbligo delle mascherine anche all’aperto in maniera continuativa in ogni situazione in cui c’è il rischio di incontrare persone non conviventi“. Confermate le misure essenziali già previste: oltre alle mascherine, il distanziamento e l’igiene delle mani. “Lavoriamo – ha proseguito Speranza – per aumentare i livelli dei controlli perché gli assembramenti sono un rischio reale che non possiamo permetterci“. Il ministro ha invitato poi a “non dividersi su queste che sono le indicazioni della comunità scientifica per provare a contrastare il virus“. Nella serata di ieri era stato escluso il coprifuoco per bar e ristoranti, nessuna stretta quindi sulle attività produttive. In caso di pericoloso aggravamento dei contagi  il Governo potrebbe però optare per “chiusure selettive.”

Speranza ha poi elencato i numeri attuali dell’epidemia in Italia raffrontandoli a quelli di agosto: i positivi sono 58.500 rispetto a 12.600 di due mesi, 3.487 ora sono i ricoverati con sintomi e quelle in terapia intensiva 323 (erano 30 in estate). “Questi numeri, ad oggi, sono sostenibili per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Ma non possiamo non vedere la tendenza. Il virus circola e continua a mandare persone in stato di grande sofferenza. Inoltre nella prima fase l’età media dei casi era di 70 anni mentre ora è di 41” ha detto. Basso finora, ha detto ancora Speranza, l’impatto legato alla riapertura delle scuole. 

Infine il ministro ha ricordato che si sta “rafforzando la capacità di testing e abbiamo superato i 120mila test al giorno.” L’auspicio è che si possa arrivare presto all’utilizzo dei test salivari soprattutto per i più piccoli.