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Riflessioni su Santa Aquilina

Vanni Lazzari (PD): per Rimini serve un nuovo decentramento partecipato

In foto: Alberto Vanni Lazzari
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 19 set 2020 13:53
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Il programma elettorale in vista delle prossime amministrative a Rimini dovrà presentare una nuova proposta di decentramento partecipato. Lo sottolinea il segretario comunale del PD Alberto Vanni Lazzari in una riflessione a margine della mobilitazione per la sicurezza promossa dai residenti di Santa Aquilina (vedi notizia). Dopo tanta attenzione alla riqualificazione del centro, spiega il segretario, i prossimi anni dovranno essere quelli dell’attenzione alla qualità urbana di tutta la città.


L’intervento di Vanni Lazzari:

La mobilitazione promossa dai residenti della località di  Santaquilina  sul tema della sicurezza è interessante e stimola una riflessione circa i modelli di politiche di partecipazione alla vita pubblica e sociale riminese, in particolare per le comunità di cittadini residenti nel forese, nelle realtà periferiche degli ex quartieri 4, 5 e 6. 

Sono diffuse le   criticità relative prima di tutto alla sicurezza e alla microcriminalità; penso ai problemi di ordine pubblico della zona Sud in questa difficile estate, riscontrabili anche su altre aree del territorio, ed è richiesta comune di molti di questi cittadini quella di una maggior presenza delle istituzioni sul territorio legata alle tematiche non solo della sicurezza ma anche della partecipazione, della socialità e della qualità urbana e del decoro in termini diffusi. Da San Vito a Miramare, da Corpolò ai Padulli.

Sulla sicurezza,  va detto,  tanto è stato fatto e si sta facendo, basti pensare al piano di videosorveglianza già  in essere, alle azioni di contrasto all’abusivismo e alla prostituzione,    così come non è  possibile dimenticare  le  imbarazzanti giravolte del Ministro Salvini sulla nuova Questura, sempre abbandonata e con una sede provvisoria sistemata a cura e in conto all’amministrazione. 

Sulla partecipazione occorre invece strutturare un progetto di breve e medio termine che definisca soluzioni, risorse, investimenti e tempi di realizzazione. Ma soprattutto una nuova idea di decentramento partecipato che ricostruisca dinamiche di quartiere e di zona, atti a superare la frammentazione e la disarticolazione delle relazioni tra le persone o la nascita di comitati con logiche particolaristiche. 

Nel lavoro che come Partito Democratico stiamo iniziando a intraprendere rispetto alla stesura del nuovo programma elettorale (che sarà oggetto di confronto con i futuri alleati di coalizione), ritengo questo uno dei punti qualificanti da porre tra gli obiettivi della prossima legislatura. 

Le zone periferiche della città sono quelle che maggiormente necessitano di essere attenzionate, e quando le istituzioni riescono a incentivare l’organizzazione dei cittadini dando loro responsabilità in funzione di un obiettivo di accrescimento dello spirito della comunità,  il risultato che si otterrà non potrà che essere positivo.

Dopo anni di forte e giusta attenzione al rilancio di Rimini,  partendo dalla riqualificazione del cuore del suo centro storico e ai cantieri dei nuovi lungomari, è ora giunto il momento di porre l’attenzione anche sulla qualità urbana di tutto il resto della città, partendo proprio dal coinvolgimento dei cittadini che ci vivono e che vanno motivati e coinvolti, nel tentativo di aumentare sempre di più la coesione sociale e il valore della propria appartenenza alla comunità.

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