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chiesa senza barriere

Savignano. Nuova rampa per la parrocchia del quartiere Cesare

In foto: la nuova rampa
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 9 set 2020 14:48 ~ ultimo agg. 14:53
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Una rampa più agile e meno irta per una chiesa senza barriere. E’ quella che è in via di ultimazione alla parrocchia di San Giovanni in Compito, nel quartiere Cesare di Savignano sul Rubicone. A volerla fortemente la comunità parrocchiale e il parroco don Alessandro Zavattini, che aveva da tempo il desiderio di corrispondere alle richieste di alcune persone anziane o disabili che avevano rinunciato ad andare in chiesa per la difficoltà di accesso. La risposta è arrivata ed è stata anche attivata una raccolta fondi per sostenere i lavori.

Claretta canta e danza di gioia sulla sua carrozzina – racconta don Alessandro sul giornalino parrocchiale -. Vorrebbe sempre abbracciare tutti col suo sorriso dirompente. Sua mamma dice che le chiede sempre di venire alla messa, ma per quella salita che porta alla chiesa del Cesare non ce la fa. Chiedere sempre aiuto è diventato un peso per cui ci ha rinunciato da un po’ di mesi. Ma Claretta e sua mamma non demordono: ogni volta che mi vedono, mi chiedono: “avete sistemato la salita alla Chiesa?”. Salvatore, lo storico infermiere del Cesare, è in casa con Tatiana che lo aiuta in tutto. Gli porto la comunione una volta al mese e non c’è volta che non mi ricordi “vorrei venire a messa anche io, ma per quella rampa proprio non ce la facciamo”. Rincalza Tatiana: “E’ faticoso spingere e con quella pendenza mi ritorna indietro la carrozzina”. Non potevamo lasciar cadere la loro domanda. Mi risuona continuamente il ritornello del Vangelo: “gli ultimi siano i primi”. E allora col consiglio pastorale ed economico abbiamo preso la decisione: facciamo una rampa che passi sotto la mano di Maria!

Don Alessandro spiega il perchè si sia deciso di realizzare una nuova rampa al posto di quella esistente con diverse curve e non un ascensore:  “la rampa c’è ed è stata una innovazione quando fu costruita la chiesa negli anni ’80, ma con pendenze difficoltose (25% rispetto all’8% delle norme di oggi) e un ingresso lontano e nascosto. Oggi praticamente inutilizzata. Un ascensore per disabili è stata la prima valutazione fatta. Ma sarebbe stato sempre lontano, col rischio di rotture e manutenzioni proprio nei giorni di festa, utile per pochi. Mentre una rampa è utilizzabile non solo per carrozzine, ma anche per pedoni col carrello, col bastone, passeggini, salite per i funerali, non si rompe e non ha bisogno di manutenzione. Le curve? Sono necessarie per allungare il percorso e ottenere la minor pendenza possibile. E poi così sinuosa, la pista è anche più elegante. Certo più difficile e costosa da realizzare, ma più facile da salire. Insomma, se il Cuore Immacolato di Maria aveva ancora un piccolo ostacolo nel cammino, ora, finalmente è una Chiesa senza barriere. E se è tempo di costruire ponti e strade e non muri per collegare le persone, questo è solo il primo passo di cemento che ne aspetta altri in carne ed ossa. Finchè gli ultimi non siano i primi”.