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nell'ex istituto omonimo

Quel prete dalle scarpe rotte. A Savignano mostra per don Baronio

In foto: la presentazione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 11 set 2020 16:09
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Sarà inaugurata domenica 13 settembre alle 19 all’ex Istituto don Baronio di Savignano sul Rubicone la mostra “Quel prete dalle scarpe rotte. Don Carlo Baronio 1887-1974”.

La mostra, che avrà carattere permanente, è collocata nel corridoio d’ingresso e in alcune sale adiacenti dello stesso edificio dove ora ha sede l’Associazione onlus “Amici di don Baronio”. L’allestimento ripercorre la storia dell’Istituto “Figli del popolo”, fondato dal canonico cesenate nel 1951. A raccontarla le fotografie e i documenti reperiti con un paziente lavoro di ricerca che ha visto coinvolti molti ex allievi, i quali hanno offerto un prezioso contributo di ricordi e testimonianze. La raccolta e la selezione dei documenti è stata curata da Elena Battistini, Federica Tani e Giuseppe Mosconi, con la collaborazione di Paola Sobrero, già direttrice della Biblioteca comunale di Palazzo Vendemini. La mostra illustra inoltre gli sviluppi del luogo dopo la conclusione, nel 1991, dell’attività di assistenza ai bambini orfani o in situazioni familiari disagiate; infatti da quella data divenne sede di associazioni di volontariato, quali ad esempio la Pubblica Assistenza del Comprensorio del Rubicone, e di attività per i giovani promosse dalla Parrocchia, finché nel 2010 fu costituita l’Associazione “Amici di don Baronio” che si prende cura della gestione e promuove varie iniziative di carattere formativo e sociale.

L’iniziativa – spiegano i promotori dell’Associazione “Amici di don Baronio” – non vuole offrire solo il ricordo di una parte della storia della città, ma suggerire anche una prospettiva lanciata sul futuro delle opere ed associazioni che contribuiscono con l’impegno ammirevole di tanti volontari al benessere della comunità”.

L’edificio ristrutturato dell’ex Istituto don Baronio accoglierà la nuova sede di “Ass.I.Pro.V. – Centro Servizi per il volontariato della provincia di Forlì-Cesena”. “È per noi una grande opportunità poter accedere a questi spazi – afferma Lisa Stoppa, direttore del Centro servizi per il volontariato – sia perchè potremo erogare i nostri servizi, che sono gratuiti, alle associazioni ed enti del terzo settore del Rubicone, sia per il grande significato dell’opera svolta da don Baronio, la cui mostra permanente sarà l’occasione per ricordarlo e mantenerne la memoria storica. Il nostro operatore, negli orari di apertura dell’ufficio, si renderà disponibile anche per coloro che vorranno visionare la mostra.”

Il nostro grazie all’Amministrazione Comunale, ai volontari dell’Associazione “Amici di don Baronio”, ai tanti sponsor che hanno sostenuto il progetto – ha detto don Pier Giorgio Farina, parroco di Satna Lucia e presidente dell’Associazione -. La testimonianza di don Baronio ci è di sprone in questo particolare momento storico in cui per tanti versi i bisogni emergono in maniera più forte e stringente che in altri tempi. Il processo di beatificazione in atto ci conferma il valore di questo sacerdote che aveva fatto una scelta di povertà e di dedizione agli altri”.

Sono orgoglioso di amministrare una comunità che ha saputo fare tanto – ha detto il Vicesindaco Nicola Dellapasqua – e ha restituito alla città uno spazio fortemente identitario, che sta nel dna dei savignanesi. In questo caso poi non conta solo il cosa ma il come si è fatto. C’è stata una comunità che si è mobilitata per se stessa, muovendo valori concreti, in cui germogliano gli anticorpi dell’individualismo. Sono fortunato ad amministrare questo paese, che ha saputo spendere tanta energia in un percorso che viene da lontano”.

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