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Installazione sospesa

Antenna a Coriano. Spinelli: "Non sarà al Castello, si cercano alternative"

di Serena Saporito   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 17 set 2020 16:49 ~ ultimo agg. 19:33
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Lavori sospesi a Coriano per l’installazione della nuova antenna Wind che avrebbe dovuto sorgere non lontano dalle mura del Castello. Sindaco e azienda torneranno ad incontrarsi tra una settimana per la valutazione di possibili luoghi alternativi.

Il basamento per il pilone intanto è stato completato: motivi di sicurezza, spiega la sindaca di Coriano Mimma Spinelli. Ma la ricerca di collocazioni diverse da quella vicino alle mura del Castello malatestiano, per la nuova antenna Wind a Coriano, prosegue e azienda e Comune torneranno a discuterne tra una settimana. Un dialogo cercato, spiega in pratica la sindaca, per evitare il muro contro che vede comunque vincitrici le aziende di telefonia in questi casi.

La legge nazionale batte i regolamenti comunali. E così, se per l’installazione di una nuova antenna – considerata infrastruttura di pubblica utilità – ci sono tutte le autorizzazioni del caso (Arpa, Asl, Enac, Sovrintendenza) il Comune deve rilasciare l’autorizzazione dice il decreto semplificazioni.

Un copione che si vede ripetere da tempo su e giù per l’Italia: il sindaco blocca tutto, fa ricorso al Tar, che boccia il ricorso. Una “frustrazione amministrativa” che la Spinelli nei giorni scorsi, insieme ad altri primi cittadini italiani, ha espresso in una conferenza stampa a Roma con l’Alleanza Stop 5 G.

Proteste da una parte, ricerca di soluzioni con le aziende dall’altra. Di qui gli incontri che proseguiranno per individuare 13 siti alternativi: alcuni già ipotizzati in passato, altri nuovi. “Su questi 13 posti ci siamo confrontati. Loro hanno messo sul tavolo la disponibilità a rivedere il tutto. L’antenna al Castello assolutamente non verrà posizionata” ha detto la sindaca ai microfoni di Radio Icaro (vedi il video dalla trasmissione Tempo Reale).

Uno stop, quello del Castello/zona cimitero, cui non plaude il Comitato per la tutela del patrimonio ambientale e culturale di Coriano: secondo cui – lo scrivono in una nota dai toni molto critici – Wind sarebbe stata fermata in extremis quando aveva ormai in tasca pareri favorevoli e autorizzazioni.

Sul tema interviene anche la consigliera regionale del Pd Nadia Rossi, anche lei critica nei confronti dell’amministrazione di Coriano. “Sono soddisfatta della decisione della società di telefonia Wind di rivedere il posizionamento dell’antenna a Coriano. Il merito è dei cittadini e delle cittadine che nelle ultime settimane si sono mobilitati per evitare che quel manufatto sorgesse a pochi passi dal Castello dei Malatesta, deturpando in maniera irreversibile il paesaggio del borgo medievale. Uno sfregio che sarebbe passato in sordina, con la sindaca Spinelli come sempre ad arroccarsi dietro le norme nazionali” scrive la consigliera. E ancora: “Al netto delle polemiche, conta il risultato. E ora è necessario lavorare affinché si consenta una gestione più efficace di situazioni simili a queste”. La Rossi invita anche l’amministrazione comunale di Coriano a mettere mano al regolamento comunale e annuncia che in qualità di consigliera si muoverà affinché il parere della Soprintendenza, “anche quando non risulti necessario o vincolante come nel caso dell’antenna di Coriano, sia obbligatoriamente richiesto per evitare di correre il rischio che nuove costruzioni e manufatti come un’antenna di 35 metri possano essere realizzate nei pressi di siti storici e archeologici.”

Sull’antenna di Coriano aveva presentato un’interrogazione in Regione anche la capogruppo regionale del Movimento Cinque Stelle Silvia Piccinini. “Il fatto che il Comune abbia deciso di trovare una nuova collocazione all’antenna davanti al Castello dei Malatesta è un’ottima notizia. Giusto che alla fine sia prevalso il buon senso e che la voce dei cittadini sia stata ascoltata” scrive. “Adesso confidiamo che il Comune vada avanti su questa strada e aggiorni al più presto anche il piano della telefonia mobile che è fermo al 2004. Questo è l’unico modo per evitare situazioni simili in futuro e si potranno offrire ai cittadini servizi tecnologicamente avanzati senza però mettere a rischio o la salute pubblica oppure il patrimonio storico e culturale del territorio” conclude la capogruppo regionale M5S” aggiunge la consigliera.

 

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di Redazione