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Il virus e le imprese

Lieve aumento per le imprese attive: male commercio, alloggio e ristorazione

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 20 lug 2020 13:59 ~ ultimo agg. 16:20
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Prima dei dati, la premessa del presidente della camera di commercio Zambianchi: in uno scenario contraddistinto dalla previsione di un fortissimo calo del PIL, gli effetti della crisi si potranno quantificare solo fra qualche mese inoltre nel territorio riminese “l’ampiezza dei settori turismo e commercio e la maggiore aggressività del virus, hanno fatto segnare – e fanno prevedere – dati ancora più negativi“. Detto questo, i dati.

Sono 34.087 le imprese attive in provincia di Rimini mentre sono oltre 43mila le localizzazioni attive. Sono i dati della Camera di Commercio aggiornati al 30 giugno che confermano l’imprenditorialità diffusa del territorio: 100 imprese ogni mille abitanti rispetto alle 89 a livello regionale e alle 85 a livello nazionale. Nel corso del secondo trimestre 2020 si sono verificate 366 iscrizioni e 236 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), con un saldo positivo di 130 unità; lo scorso anno nello stesso trimestre fu pari a +198. Il tasso di crescita trimestrale è +0,33%, migliore del dato regionale (+0,26%) e allineato a quello nazionale (+0,33%). Nel confronto con il secondo trimestre del 2019 si riscontra una flessione delle imprese attive dello 0,5% a fronte del -0,7 regionale e del -0,2 nazionale. I principali settori economici sono: il Commercio (25,3% di incidenza sul totale delle imprese attive) in flessione dell’1,3%; le Costruzioni (14,2%), stabili (-0,2%); Alloggio e ristorazione (13,7%) in flessione dell’1,6% e le Attività immobiliari (9,6%) in crescita dell’1,7%. Segnano un calo importante, rispettivamente dell’1,5 e dell’1,7%, le imprese attive nel settore manifatturiero (7,4% del totale) e quelle agricole (7,1% del totale). Crescono invece le “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,6%, +3,4% la variazione) e “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza 3,3%, +2,5% la dinamica). Male il comparto “Trasporto e magazzinaggio” (-3,8%). Con riferimento alla natura giuridica, sono maggioritarie le imprese individuali (52,3% sul totale), seguite dalle società di persone (24,7%). Sono però le società di capitale (21,2%) le uniche in aumento (+3,7%). Quasi il 44% delle attività economiche si concentra nel Comune di Rimini.

“I dati relativi all’andamento del secondo trimestre 2020 ci dicono che la nostra anagrafe aziendale presenta ancora un saldo positivo tra “aperture e chiusure” delle imprese – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Si tratta certamente di una buona notizia. Questo dato va però contestualizzato e analizzato in uno scenario contraddistinto da una previsione di fortissimo calo del PIL regionale/nazionale, che si potrà quantificare solo fra qualche mese. I pesantissimi effetti generati dalla pandemia e dal lockdown, purtroppo, hanno aggravato una situazione di congiuntura che era già in rallentamento generalizzato –  Confermo, come già fatto in più occasioni, che la Camera è fortemente impegnata, insieme alle altre Istituzioni, alle Associazioni di categoria e alle Banche, per sostenere lo sforzo degli imprenditori che stanno lottando per la tenuta del sistema economico. Ricordo che la Camera ha partecipato a tutte le iniziative attivate dalle Prefetture, dalle Province e dai Comuni capo circondario per il varo di misure di sicurezza e di interventi di sostegno alle imprese, per aiutarle nella ripresa e per migliorarne la competitività. Si sta giocando una partita di fondamentale importanza per il futuro della nostra economia e va ricercato il massimo delle sinergie con tutti i livelli Istituzionali, a partire da quello regionale e da quello centrale. Sono certo che tutti i nostri rappresentanti ‘a Bologna’ e ‘a Roma’, si impegneranno al massimo, affinché ai nostri Territori siano riservate attenzione e risorse”.

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