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crollo ad aprile

Assunzioni. In Emilia Romagna mai così male da sei anni

In foto: repertorio
di Simona Mulazzani   
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mer 15 lug 2020 14:54 ~ ultimo agg. 16:27
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Per la prima volta dopo sei anni il mercato del lavoro in Emilia Romagna ha una forte battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria. I dati emergono da un focus realizzato dalla regione. Mentre marzo ha segnato una sostanziale tenuta, ad aprile c’è stato il crollo di assunzioni, meno 68%, rispetto allo stesso mese del 2019, e a pagarne le spese sono soprattutto donne, lavoratori e tempo determinato, – 30mila, e impegnati nel lavoro somministrato, – 9.870. Garanzie maggiori per i dipendenti a tempo indeterminato grazie a sospensione di licenziamenti e cassa integrazione: 183 milioni di ore usate tra gennaio e maggio.

Forte contrazione per commercio, alberghi e ristoranti, con oltre 16mila assunti in meno e la provincia di Rimini tra i territori più colpiti. Un settore quello dei servizi fortemente femminile e ciò ha comportato che le posizioni di lavoro perse nel periodo marzo-maggio siano più numerose per le donne (-21.540, ovvero il 56,6% del totale). Qualche cenno di ripresa a maggio, con una crescita del 40% delle assunzioni rispetto ad aprile. Dati più significativi per l’industria, dove sono risalite al 70,4% rispetto a febbraio. Ancora molto in affanno i servizi: sempre a maggio, le attivazioni di nuove posizioni di lavoro sono al 47,4% di quelle di febbraio.

In crescita le richieste di NASpI che, tra marzo e maggio sono aumentate del 36% rispetto al medesimo periodo del 2019. In regione sono 330mila le domande per l’indennità di 600 euro accolte al 22 maggio. Per l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla: “Questi dati dimostrano che dove le attività sono ripartite per prime, i segnali positivi sono arrivati, con percentuali anche superiori a quanto potessimo immaginare. Il decreto semplificazione sarà fondamentale per rilanciare gli investimenti degli Enti locali e lo sblocco delle opere pubbliche”.

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di Redazione