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Ausl Romagna. 14 sindaci: non si torni indietro

In foto: la sede Ausl
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 26 giu 2020 15:22 ~ ultimo agg. 20:06
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Mancano alcune firme importanti ma il messaggio che arriva dalla dichiarazione di 14 sindaci della provincia di Rimini è chiaro: non si torni indietro sull’Area Vasta Romagna, “creata con coraggio e attraverso cambiamenti importanti per i territori“. La nota segue la nomina di Tiziano Carradori a Direttore Generale dell’Ausl Romagna. Al nuovo DG si chiede di proseguire con fermezza nel percorso avviato da anni perché, pur con alcune criticità, viene citato il finanziamento ponderato pro-capite, l’Ausl Romagna ha portato importanti risultati positivi. “Il punto vero è la sostanza, e cioè le cose da fare. Che non sono poche e sulle quali pretendiamo precise garanzie dalla Regione e dalla stessa nuova Direzione sanitaria“.

 

La dichiarazione

È di ieri la notizia della nomina del dottor Tiziano Carradori a Direttore Generale dell’Ausl Romagna. Il punto vero della questione sanità sul nostro territorio- del suo presente, del suo futuro- non è un nome, sebbene questo aspetto non sia secondario, dovendo possedere le caratteristiche e le conoscenze oggettive più adatte e ‘certificate’ a ricoprire un ruolo così delicato.

Il punto vero della questione sanità sul nostro territorio- del suo presente, del suo futuro- non è un nome, sebbene questo aspetto non sia secondario, dovendo possedere le caratteristiche e le conoscenze oggettive più adatte e ‘certificate’ a ricoprire un ruolo così delicato.

Il punto vero è la sostanza, e cioè le cose da fare. Che non sono poche e sulle quali pretendiamo precise garanzie dalla Regione e dalla stessa nuova Direzione sanitaria.

Il nuovo direttore generale assumerà la guida di un’Ausl di area vasta, creata con coraggio attraverso cambiamenti importanti per i singoli territori, in nome di un disegno d’insieme non più distrettuale o provinciale, ma allargato all’orizzonte della Romagna intera.

Un valore – quello dell’unità ad ampio raggio rispetto ai diversi microcosmi locali – divenuto ancora più evidente e prezioso durante l’emergenza sanitaria, che in Romagna ha trovato una risposta all’altezza grazie all’integrazione organica tra i territori. E a prezzo di duri sacrifici da parte delle nostre comunità, che ora non possiamo né dobbiamo disperdere.

Anche per questo rispediamo al mittente l’idea di tornare indietro rispetto al disegno dell’area vasta, di riaffermare un campanilismo fuori dal tempo, che non guarda al miglioramento della sanità pubblica attraverso la nostra Ausl ma al ripristino di uno stato di cose ormai superato nei fatti.

Siamo passati attraverso anni di cambiamenti, spesso difficili, ma orientati a una logica organizzativa che oggi ci consente di avere un’Azienda sanitaria tra le migliori della Regione, come dimostra il riconoscimento ottenuto nel 2018 al pari delle Ausl di Bologna e Reggio Emilia.

Senza troppo scendere nei dettagli, alcuni dati rispecchiano la qualità di questo percorso organizzativo e i benefici per tutti i cittadini romagnoli: un numero di 3,73 posti letto ogni 1.000 abitanti, pienamente rispettoso degli standard nazionali e regionali; tempi di attesa inferiori a 30 giorni per visite e 60 giorni per prestazioni ambulatoriali monitorate; il tasso standardizzato di mortalità generale più basso della regione (823/100.000 abitanti); un incremento di personale dipendente superiore alle 1.000 unità negli ultimi 5 anni.

A fronte di questi risultati positivi, ci sono certamente criticità che devono essere ancora risolte, prima tra tutte il riequilibrio del finanziamento ponderato pro-capite, al quale intendiamo arrivare lavorando insieme alla Regione.

Siamo perfettamente consapevoli, inoltre, che l’emergenza sanitaria abbia fatto emergere nuovi bisogni territoriali: dalla richiesta di case della salute alla necessità di assistenza domiciliare, in altre parole tutto quanto riguarda la medicina di prossimità, che non si può riassumere in poche righe. La sanità migliore, lo hanno dimostrato i difficilissimi mesi del lockdown, è quella che ascolta, dialoga, lavora con e per il territorio. Su questo elemento è necessario potenziare e implementare la rete esistente. E su questo chiediamo precisi e dettagliati impegni dalla nuova Direzione Sanitaria.

Resta fermo l’obiettivo comune di uscire insieme da questo momento di crisi portando avanti il disegno riorganizzativo delineato con il Piano di riordino approvato nel 2016. Un disegno che dovrà essere condotto e attuato senza tentennamenti né ripensamenti di qualsivoglia tipo o motivazione e, anzi, allargandone la portata e l’impatto sulla vita dei cittadini alla luce delle problematiche emerse a causa della pandemia da Covid 19, con il conseguente adeguamento strutturale per rispondere alle nuove e pressanti esigenze (es. hub e rete delle terapie intensive, abbattimento delle liste d’attesa)

In questi mesi ci siamo confrontati a più riprese, individuando insieme le partite strategiche da portare avanti: dall’Università alla rete oncologica, tra le altre. Su questa traiettoria non siamo disposti a derogare né ad arretrare o scartare.

Crediamo più che doveroso rivolgere il nostro più grande e sincero ringraziamento al dottor Marcello Tonini e alla direzione generale uscente per il lavoro svolto, per la fermezza e la capacità con le quali hanno tenuto ben saldo il timone, insieme agli Enti locali, nell’ultimo complicatissimo semestre e più in generale per avere mantenuto ben salda la direzione di marcia sull’attuazione dell’area vasta della sanità.

Alla nuova direzione generale chiediamo di lasciare da parte le rivendicazioni territoriali, privilegiando una visione d’insieme e scegliendo il dialogo e la concertazione tra Regione, Direzione Sanitaria, Istituzioni e comunità quale strumento privilegiato per portare a compimento tale visione, in coerenza con il percorso fatto finora pur con i necessari aggiustamenti di rotta.

Ora più che mai è il momento delle scelte coraggiose, il momento di tracciare e percorrere insieme il percorso da sviluppare in un orizzonte di tempo definito, in grado di stimolare innovazione e vitalità, sapendo che le scelte a breve, medio e lungo termine sono concatenate tra di loro.

Crediamo che siano questi gli indirizzi sui quali impostare il mandato del nuovo direttore generale. E su questi indirizzi non faremo mai mancare la nostra collaborazione.

Riziero Santi, sindaco di Gemmano e presidente della Provincia di Rimini

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

Alice Parma, sindaca di Santarcangelo

Ronny Raggini, sindaco di Poggio Torriana

Stefania Sabba, sindaca di Verucchio

Daniele Morelli, sindaco di San Giovanni in Marignano

Mirna Cecchini, sindaca di San Clemente

Fabrizio Piccioni, sindaco di Misano

Elena Castellari, sindaca di Montescudo-Montecolombo

Guglielmino Cerbara, sindaco di Sant’Agata Feltria

Marcello Fattori, sindaco di Maiolo

Mariano Gennari, sindaco di Cattolica

Dilvo Polidori, sindaco di Saludecio

Lorenzo Grilli, sindaco di Montegridolfo

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di Redazione