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Test sierologici per i cittadini: come funzionano e quanto costano

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 11 mag 2020 17:57 ~ ultimo agg. 12 mag 13:48
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Pronto il piano regionale sui test sierologici. Oggi il via libera dalla Giunta, dopo il positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale.

Da questa settimana partirà lo screening con test sierologico a campione (circa 100mila test, effettuati solo nei laboratori pubblici) sulle popolazioni delle aree più colpite e a seguire Rimini e il comune di Medicina. Si parte da Piacenza, poi entro la settimana sarà la volta di Rimini. Oggi l’assessore alla Salute, Raffaele Donini, non ha indicato un giorno preciso per la partenza di questa campagna a Rimini, che sarà comunque concordata con l’Ausl.

A livello regionale confermato il no al fai da te per i privati cittadini, che potranno sottoporsi al test di loro iniziativa dal 12 maggio – questa la data già indicata dalla Regione nei giorni scorsi – solo con prescrizione medica e a pagamento; a carico del sistema sanitario rimane invece il costo dell’eventuale tampone di verifica di positività. Si stanno definendo coi medici di base le modalità definitive.

Solo il medico di fiducia, infatti, può valutare l’appropriatezza dell’esame – che deve essere richiesto dal paziente senza presentarsi in ambulatorio, ma telefonicamente – e quindi decidere l’effettiva necessità di effettuare il test ed il momento opportuno. In questo caso il cittadino entrerà in un percorso strettamente regolato e controllato dal sistema sanitario pubblico, a tutela e garanzia della sicurezza come è stato sin da inizio emergenza. E se il test sarà positivo, scatterà da subito l’isolamento precauzionale, in attesa dell’effettuazione del tampone oro-faringeo di verifica, a cura del Servizio sanitario regionale.

Viene poi prevista entro fine mese l’implementazione dei laboratori privati autorizzati dalla Regioneattualmente 40, con l’autorizzazione ad operare per tutte le strutture valutate positivamente. Per il territorio riminese si tratta di Nuova Ricerca e Sistema 2000 a Rimini, casa di cura Montanari a Morciano.

E ancora, viene indicato un costo di riferimento medio: 25 euro per il test rapido (puntura sul dito) e 50 euro per l’esame ematico completo. A tal proposito l’assessore Donini ha precisato: “Non possiamo imporre al libero mercato un prezzo esatto della prestazione, ma vigileremo affinché non vi siano delle speculazioni”. Su questo, infatti, la Regione si impegna ad assicurare un monitoraggio costante per individuare e denunciare eventuali episodi e andamenti speculativi.

Per quanto riguarda le imprese, il Piano conferma la massima semplificazione burocratica. I datori di lavoro che volontariamente decidono di effettuare lo screening sierologico sui propri dipendenti (ad oggi 600 le aziende che hanno fatto richiesta), devono semplicemente comunicare alla Regione l’avvio del programma, indicando il laboratorio scelto tra quelli autorizzati (la lista è costantemente aggiornata a questo indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/tutto-sul-coronavirus/test-sierologici/faq). Chi ha già fatto domanda, non deve fare ulteriori comunicazioni, se ha già individuato come riferimento un laboratorio autorizzato. In questo caso, considerando la volontarietà dei programmi di screening nell’esercizio della loro responsabilità d’impresa, nonché a supporto del riavvio delle attività, i datori di lavoro si fanno carico di tutti i costi, compreso l’eventuale tampone.

Infine, sotto il profilo tecnico il piano stabilisce che la verifica dello stato immunitario possa essere condotta con una sola delle due tipologie presenti, test sierologico rapido (pungidito) o test sierologico standard (con prelievo venoso), senza la necessità di conferma con secondo test.

I risultati dei test sierologici, sia sui privati cittadini che sui dipendenti di aziende, sono trasmessi direttamente dal laboratorio al Servizio di Igiene pubblica e caricati sul sistema Sole e sul Fascicolo sanitario.

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