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Incentivare pasti in spiaggia

Orario spiaggia ampliato, più autonomia ai comuni. I sindaci della costa scrivono a Corsini

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 19 mag 2020 12:13 ~ ultimo agg. 16:27
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I sindaci dei comuni della costa riminese (Bellaria, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica) scrivono all’assessore regionale Andrea Corsini per ribadire la difficile situazione del settore turistico, alle prese con allarmanti previsioni, e chiedono di poter avere la possibilità di poter intervenire sulla gestione della spiaggia in direzione di ampliare l’orario e incentivare la somministrazione di pasti in spiaggia.


L’emergenza COVID-19 ha colpito al cuore il turismo e con esso le città che ne hanno fatto la propria vocazione e la spina dorsale del proprio modello di
sviluppo.
I comuni romagnoli, soprattutto lungo la fascia costiera, si trovano oggi a doversi ripensare e riorganizzare radicalmente per affrontare, rilanciare e sostenere al
meglio il nostro tessuto economico post pandemia e con esso il comparto strategico del turismo. È il turismo il comparto economico su cui evidentemente il lockdown seguito alla diffusione del Coronavirus ha avuto e avrà gli impatti più pesanti.

Perché è fondato per definizione sugli spostamenti e le relazioni tra persone di diversa provenienza,non esporta merci ma importa persone che non possono viaggiare, muoversi, andare in vacanza.
Lo scenario che comincia a intravedersi è preoccupante a dir poco.
Sono di pochi giorni fa le proiezioni della Camera di Commercio della Romagna che segnano un sensibile divario negativo da effetti del COVID-19 sui comuni della costa romagnola rispetto all’economia nazionale e regionale.
Uno choc senza precedenti in termini di calo del PIL, dell’occupazione e dunque del benessere delle imprese e delle famiglie. In questo momento il timore del
non rialzarsi si intreccia alla necessità di farlo.
Si chiama ripartenza ma di fatto è una sfida nuova, diversa, che si giocherà sui concetti inediti di gestione di processi almeno a breve termine in cui, in buona
sostanza, quotidianità e normalità dovranno convivere con le indispensabili misure di prevenzione sanitaria, a partire dal distanziamento sociale e relazionale come deterrente primario per il contrasto alla diffusione del contagio.
Le conseguenze non si limitano dunque alla sola precauzione individuale o nello stesso ambito famigliare o lavorativo, ma si allargano al concetto stesso di città
e di spazio pubblico.
L’epoca del distanziamento sociale, dell’allungamento fisico delle relazioni:
aumenterà la necessità di poter vivere per più tempo un maggior spazio destinato alle persone, alle famiglie, ai turisti. Tempo e spazio sono le nuove coordinate entro cui le città dovranno ridisegnarsi per garantire modelli di sviluppo, capaci di creare ricchezza e occupazione diffuse.
Diversi comuni della costa hanno già lanciato dei progetti nella direzione di spazi aperti e servizi nuovi, volti a creare in tutte le città, dai centri storici al mare, dai
borghi alle periferie, contesti dove maggiore spazio viene dato alle persone, alle attività.
La Romagna è stata tra le prime a cogliere questa sollecitazione per un turismo accogliente, ma soprattutto sicuro, offrendo un nuovo modo di vivere il mare e la
spiaggia a 360°, da mattina a sera con servizi nuovi, diversi, che accolgano il turista in piena sicurezza, ma con la gioia e il sorriso di sempre.
Oggi, in questa prima estate di convivenza e (augurabilmente) di superamento del COVID, per potere competere in un periodo comunque fortemente limitato nella mobilità delle persone, le nostre città devono porre in essere nuove proposte e nuove idee per potere comunque essere attrattive, mantenendo un altissimo grado di sicurezza sanitaria.
Agire sul tempo e sullo spazio nei luoghi tradizionali della attrazione e della concentrazione di donne e uomini diventa allora una opportunità da cogliere appieno.
Per la Romagna significa guardare con occhi nuovi alla spiaggia, all’arenile, al lungomare, gli spazi cioè più frequentati dalla vacanza estiva.
Prolungare il tempo di utilizzo della fascia a mare vuol dire rispondere con intelligenza agli ostacoli posti dal virus.
I nostri stabilimenti balneari dovranno essere pronti per questo, con misure e soluzioni che ne rendano attrattiva la fruizione oltre i consueti orari stabiliti per la
vacanza al sole, diventando la spiaggia stessa un elemento finalmente integrato degli spazi urbani e dunque allargandone la dimensione e le prospettive.

Tutto questo determinando un nuovo modo di fare vacanza, affiancando strutturalmente alla spiaggia altri assets strategici come la enogastronomia, gli straordinari servizi, la libertà da mattina a notte.
Per noi bisogna spingere il piede sull’acceleratore di strumenti e norme già accennate negli anni scorsi ma limitate nei risultati.
Tra le proposte che le Amministrazioni Comunali dei diversi territori stanno valutando e prenderanno c’è quella di ampliare l’orario di apertura per la fruizione
dei servizi balneari. L’obiettivo è consentire al turista il piacere di fermarsi in spiaggia offrendogli la possibilità di pranzare e cenare se lo si desidera, e per tale
ragione la somministrazione in spiaggia e il delivery dovranno essere incentivati e promossi. Le modalità di organizzazione e fruizione del servizio delivery devono essere necessariamente definite dai Comuni.
In riferimento al “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID – 19 in relazione allo 001svolgimento in sicurezza degli stabilimenti balneari e delle spiagge in Emilia- Romagna, si ribadisce la necessità che sia lasciata ai comuni la facoltà di determinarsi liberamente in materia di accessi degli utenti, delle aperture e chiusure degli stabilimenti balneari e delle spiagge, tenendo in considerazione l’esigenza di garantire il mantenimento delle condizioni di pulizia ed igiene messe in atto.
Anche su questo aspetto occorre evidenziare l’importanza del tema dell’arricchimento dei servizi e della qualità degli stessi: la competitività della nostra offerta turistica si gioca su questo, riadattare i servizi alle nuove esigenze di sicurezza e distanziamento senza sacrificarne la qualità e la facilità di accesso.
Si chiede che la regolamentazione di quanto sopra (soggetti abilitati allo svolgimento del delivery, apertura e chiusura delle spiagge e altri) sia lasciata alla determinazione degli obiettivi delle Amministrazioni comunali competenti per territorio.
E questo in un’ottica di corretti rapporti istituzionali volti a considerare le diverse specificità territoriali della costa e le caratteristiche dei diversi comuni costieri.

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