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Appello a Governo e Regione

La proposta del sindaco di San Leo: azzerare le tasse per far ripartire imprese

In foto: il sindaco di San Leo Bindi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 31 mag 2020 15:01 ~ ultimo agg. 15:03
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Una no tax area con l’azzeramento di tutte le imposte locali per rilanciare i settori messi in ginocchio dal lockdown. La proposta arriva dal Sindaco di San Leo Leonardo Bindi che lancia un appello a Stato, Regioni ed Enti Locali. “Nonostante le misure messe in cantiere dal Governo – spiega –, si prefigura la chiusura di molteplici attività ed imprese dell’agricoltura, del settore commerciale e in particolare modo turistico ricettivo, della manifattura e dell’artigianato “Made in Italy”“. L’unico rimedio sarebbe allora una no-tax area “almeno per cinque anni per i nuovi insediamenti e tre per quelli già esistenti, che dia respiro alle imprese, fiducia nella presenza reale ed effettiva delle istituzioni e voglia di programmare il futuro anziché gestire una sopravvivenza sempre più precaria“. Secondo Bindi lo Stato dovrebbe rimodellare la pressione fiscale diretta le Regioni azzerare l’IRAP, le Provincie e i Comuni azzerare le imposte locali. Naturalmente – ammette Bindi – occorrerà un grande sforzo di solidarietà da parte dello Stato e delle Regioni interessate per rifondere ai Comuni le somme non incassate a titolo di tributi locali, in maniera diretta o indiretta, vale a dire attraverso il finanziamento di opere pubbliche o l’attivazione di servizi a costo zero.” “Ritengo – aggiunge però – che lo Stato e gli Enti locali abbiano tutto da guadagnare da una misura simile, che mantiene famiglie sul territorio a presidio del medesimo, a custodia delle tradizioni e delle attività che tanto successo hanno in Italia ed all’estero e che continuano a richiamare in Italia milioni di persone, contribuendo in tal modo a creare nuove opportunità di lavoro.” Bindi chiede all’ANCI di farsi portatore di questa istanza invita i rappresentanti di Governo e Istituzioni “a visitare i nostri borghi e le meraviglie naturali del nostro magnifico appennino, per rendersi conto e toccare con mano quanto rischia di andare irrimediabilmente perduto“. “L’appennino – conclude – deve tornare ad essere la spina dorsale dell’Italia come nel dopo guerra“.

 

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