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Anticipo cassa integrazione. Botta e risposta tra sindacati e Millepiedi

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 5 mag 2020 20:39
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E’ attorno ad un accordo sulla cassa integrazione che ruota l’acceso confronto tra sindacati e cooperativa Millepiedi, che gestisce tanti servizi educativi nel territorio riminese e che da due mesi ha visto interrompersi la maggior parte della sua attività.

Secondo i sindacati “dopo aver chiesto l’accesso al Fondo di Integrazione Salariale per un periodo di 9 settimane, per 382 dipendenti, il 3 aprile la Cooperativa Millepiedi ha sottoscritto con CGIL CISL UIL un accordo in cui si impegnava ad anticipare, a partire dalla busta paga di marzo, l’assegno di integrazione salariale. L’anticipo doveva servire per evitare i tempi più lunghi del pagamento diretto da parte dell’INPS in questo momento molto difficile per tutti coloro che non hanno dovuto interrompere il proprio lavoro. Ma 4 giorni dopo, il 7 aprile, la stessa Cooperativa ha scritto una lettera ai382 dipendenti per informarli della scelta di voler optare per il pagamento diretto da parte dell’INPS, salvo per alcuni casi di effettivo bisogno (?) dei lavoratori, scelti a discrezione della cooperativa”. I sindacati parlano di voltafaccia e rimarcano il fatto che i dipendenti della cooperativa si trovino senza lavoro e senza stipendio.

Accuse che non vengono accettate dalla cooperativa che è pronta anche ad adire le vie legali per diffamazione. Millepiedi afferma come “la rappresentazioni dei fatti sia stata completamente distorta dai sindacati ed è smentita dagli atti oltre che dai provvedimenti normativi adottati per far fronte all’emergenza”. L’accordo sindacale – spiega  – non costituisce condizione di ammissibilità alla domanda della prestazione di ammortizzatore sociale e che la cooperativa ha voluto fare l’accordo  “nella convinzione che sia necessario coltivare   il dialogo, il confronto e la collaborazione fra “datore di lavoro e associazioni sindacali” per il comune interesse”.

E’ necessario chiarire che l’accordo sottoscritto con le rappresentanze sindacali non prevede l’impegno di Millepiedi all’anticipazione dello stipendio, contemplando lo stesso, la facoltà di Millepiedi di chiedere il pagamento diretto per indisponibilità economica, che nel caso di specie è oggettiva e documentata dall’omesso pagamento dei compensi contrattualmente previsti per le attività della cooperativa che, come ben noto, sono sospese per effetto del D.L. n. 6/2020 dal 23 febbraio. Il pagamento diretto da parte dell’Inps non rappresenta una scelta, bensì l’unica soluzione percorribile, al fine di consentire ai lavoratori e alle lavoratrici di ricevere lo stipendio che Millepiedi non è in grado di anticipare loro e soprattutto di garantire la sopravvivenza della cooperativa stessa e quindi il posto di lavoro di quasi 500 persone.

Sgomenta il fatto che a sollevare contestazioni sia stata la disponibilità rappresentata da Il Millepiedi di accogliere le esigenze specifiche dei propri lavoratori, anticipando – a coloro che ne avessero avuto necessità – parte del TFR. La scelta non era “discrezionale” ovvero, come sottaceva l’allusione, discriminatoria, ma semplicemente subordinata alla disponibilità finanziaria del momento che non consente l’anticipazione di quasi 400 dipendenti in FIS ma permette alla cooperativa di andare incontro alle esigenze di coloro che ne avessero avuto necessità, se in numero contenuto“.

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di Andrea Polazzi   
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