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Con una rete organizzata

La proposta del PD di Riccione: riportare i libri ai bambini delle elementari

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 12 apr 2020 09:12 ~ ultimo agg. 09:35
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Il PD di Riccione, tramite il segretario Alberto Arcangeli, propone un’iniziativa per aiutare i bambini delle elementari a limitare le conseguenze di un anno scolastico che ha preso una piega improvvisa e imprevista: tramite una rete di volontariato, come sta avvenendo con le mascherine, organizzare il recupero dei libri rimasti in aula e riportarli, in sicurezza, alle famiglie.


Dalla sospensione delle lezioni ad oggi sono trascorsi cinquanta giorni; la scelta, giusta, è stata quella di evitare che le scuole potessero diventare fin da subito focolai di contagio ed espansione dello stesso. Quando si è capito che la chiusura sarebbe stata prolungata oltre le prime due settimane, tutte le scuole di ogni ordine e grado si sono organizzate per svolgere le lezioni online a distanza, con tutte le difficoltà che ciò comportava. Ci si sta riuscendo pur tra tante complicazioni, grazie allo straordinario impegno che stanno profondendo gli insegnanti, sapendo bene che anche per loro non è facile svolgere il proprio lavoro in una situazione veramente anomala.

Resta il fatto in ogni caso che la seconda parte dell’anno risulterà chiaramente compromessa.

Ci vogliamo soffermare su una particolarità che riguarda le classi elementari, dove vi è notoriamente la consuetudine a lasciare i libri di testo in classe: tutti i bambini hanno uno spazio su degli scaffali o in appositi armadietti dove lasciano a scuola quaderni nuovi qualora i vecchi si completino ma anche i libri di testo, di fatto tutti quelli che non servono per i compiti quotidiani. Al contrario di ciò che avviene alle medie e superiori dove a scuola non si lascia nulla perché giornalmente si portano i testi che occorrono. Da quel sabato 22 febbraio quindi, parte dei materiali dei ragazzi delle scuole elementari si trova in classe.

E’ passato molto tempo ma a fine anno mancano ancora due mesi. Ecco allora che ci si potrebbe organizzare per recuperare tutto il materiale e fare in modo che gli studenti lo abbiano a casa. Sarebbe anche più semplice per loro e per gli insegnanti lavorare.

Come recuperarlo? Ovviamente in un’attività organizzata e coordinata dal Comune, grazie all’attività dei volontari delle diverse associazioni o della stessa Protezione Civile che, appositamente organizzati per recarsi nei vari plessi, potrebbero recuperare i libri di testo (sicuramente in sicurezza in quanto senza alcuna possibilità di contagio) per poi consegnarli alle famiglie così come si sta facendo per le mascherine. E si potrebbe iniziare dalle classi prime per poi salire di grado, in quanto probabilmente gli studenti più bisognosi dei testi sono proprio i più piccoli, coloro che hanno meno dimestichezza con le attrezzature tecnologiche. Le stesse famiglie stanno facendo un grande sforzo da questo punto di vista; facilitare anche il loro compito, oltre a quello degli insegnanti, pensiamo che possa essere apprezzato.

Tutto ciò rappresenterebbe un modo per completare meglio l’anno scolastico, seppur a distanza, ma quantomeno con l’ausilio dei libri che, ricordiamolo sempre, al di là di tutta la tecnologia necessaria ed utilissima, rappresentano, dopo il lavoro degli insegnanti, lo strumento cardine dell’attività di apprendimento degli studenti.

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