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Dimessi dall'ospedale ma ancora bisognosi di cure. Cosa sono le case della salute?

In foto: la puntata sulle case della salute
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 19 feb 2020 17:28 ~ ultimo agg. 21 feb 21:42
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Il ruolo degli ospedali, oggi, è quello di assistere le persone malate nella fase acuta o grave della malattia. Una volta “stabilizzati”, però, i pazienti vanno dimessi, anche se le loro condizioni sono ancora precarie. Le stime descrivono in crescita il numero di malati cronici: si tratta soprattutto di pazienti oncologici, cardiopatici e dismetabolici. Questi pazienti ritornano in famiglia attraverso un sistema di “dimissione protetta” nel quale è fondamentale la collaborazione tra referenti ospedalieri e territoriali, del paziente e dei caregiver.

In studio con la giornalista Lucia Renati la Dottoressa Elisabetta Silingardi, Direttore del Dipartimento di Cure Primarie e Medicina di Comunità Ausl Romagna. In onda ogni venerdì alle 19:35 e la domenica in replica alle 13:00

La dottoressa Silingardi si occupa di un tema molto importante e delicato per i pazienti, anziani e non autosufficienti, ma anche per le loro famiglie. Si occupa infatti di percorsi per le dimissioni ospedaliere per pazienti che, terminata la fase acuta, non sono però in grado di vivere in autonomia al proprio domicilio, per cui si richiede un passaggio in una struttura intermedia, magari in attesa di attrezzare la propria casa e di trovare una persona per l’assistenza.

L’invecchiamento della popolazione ci pone dunque di fronte all’esigenza di combattere patologie croniche e allo stesso tempo di far fronte alla mancanza di risorse da parte della sanità pubblica. La strada imboccata dall’Azienda sanitaria romagnola è di riservare gli ospedali ai pazienti acuti e di spostare sempre più dagli ospedali al territorio l’assistenza e la cura dei pazienti con cronicità prima e dopo la degenza ospedaliera. Sono nate così le Case della Salute strutture punto di riferimento per l’accesso alle cure primarie, in cui si concretizzano h 24 e 7 giorni su 7, l’accoglienza e l’orientamento del cittadino ai servizi, la continuità dell’assistenza, la gestione delle patologie croniche e dei percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all’ospedale.

Ma c’è anche una funzione di prevenzione e orientamento a uno stile di vita più sano. Le Case della salute attive in Emilia-Romagna sono 110, l’Usl della Romagna ne ha 37. Il bacino di utenza è di circa 2 milioni 300mila abitanti, il 52% della popolazione totale.
In media, dove c’è una Casa della salute si riducono del 21,1% gli accessi al Pronto soccorso, i cosiddetti ‘codici bianchi’. Percentuale che ha sfiorato addirittura il 30% da quando il medico di medicina generale opera all’interno della struttura. E calano contemporaneamente i ricoveri ospedalieri per le patologie trattabili a livello ambulatoriale, come diabete, scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, polmonite batterica. Sono 1.410 i medici di Medicina generale che operano nel territorio di riferimento, di cui oltre 600 a tempo pieno.

Guarda qui tutte le puntate:

https://www.newsrimini.it/tutta-salute/

 

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