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lunedì 28 settembre 2020
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"Inox Riflessi di Luce"

Sabato il finissage della personale di Ivano Fabbri ad Arte Media

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 9 gen 2020 10:49 ~ ultimo agg. 10:51
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Sabato 11 gennaio alle ore 18:30 nella Galleria Arte Media (via G. Bruno 14, Centro Storico di Rimini) l’artista bolognese Ivano Fabbri sarà presente per il “finissage” della sua mostra personale “Inox Riflessi di Luce”.

Si tratta di un artista unico nel panorama internazionale per l’uso che fa delle superfici metalliche. Fabbri, coniugando l’esperienza nel design industriale e la passione per la ricerca visiva, ha elaborato una sua personalissima tecnica artistica, complessa e laboriosa, animando l’acciaio inox con abrasioni, tagli e assemblaggi. Il risultato finale: l’acciaio che diventa “lirico”. Le sue opere d’arte di acciaio abraso e sagomato, spesso assemblate su più piani, sono vere e proprie macchine di luce. Non esistono ombre, ma crescenti e mutevoli gradazioni della potenza luminosa, fino all’abbaglio in cui la forma stessa svanisce in energia pura, sulla soglia dell’invisibile. Le sue straordinarie creazioni invitano i nostri sguardi al libero abbandono in un Viaggio nello Spazio, colpiti dagli improvvisi riflessi di luce che emergono al mutare dell’angolazione.

Tutto ciò nel solco delle esperienze dei grandi movimenti artistici italiani come lo Spazialismo e l’Arte Programmata e Cinetica, che hanno segnato i linguaggi artisti del secondo ‘900; e che Fabbri contribuisce ad arricchire ed innovare con la sua ricerca. Non a caso l’artista bolognese è presente nell’importante Mostra “LUCIO FONTANA e i mondi oltre la tela” in corso a Monfalcone; accostato, oltreché a Fontana, a Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Alberto Biasi, Tancredi, Nunzio, ed altri ancora.

La Mostra di Arte Media ha dato anche lo spunto per richiamare alla memoria l’esperienza artistica riminese del GRUPPO V (denominazione coniata da Filiberto Dasi, ovvero “Gruppo Visione”), che fu l’unica vera realtà innovativa che questo territorio generò in sintonia con i movimenti artistici emergenti negli anni ’50-’60. Di questo gruppo Pino Parini ne fu il teorico, con una ricerca artistica che recepiva con rigore in particolare gli studi sulla sfera della percettività dello scienziato cibernetico Silvio Ceccato. Con la validazione di una figura fondamentale qual era Lucio Fontana. A farne parte in momenti diversi, oltre al pittore Parini, figurarono: Giulio Tedioli, Giorgio Scarpa, Aldo Villani, Giorgio Benzi, Galliano Ricci, Mario Valentini, Flavio Casadei, Antonio Valmaggi, Vittorio D’Augusta, Eugenio Valentini, Augusto Betti e Dario Mario Campana. I “cibernetici riminesi” rappresentarono una variante di quella che in Italia venne definita l’Arte Cinetica e Programmata e della più conosciuta e celebrata Op-Art. L’opera di Ivano Fabbri presentata da Arte Media è figlia dell’Arte Cinetica e Programmata e in un certo modo apparentata anche con il riminese GRUPPO V.

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