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Su operazione e arrestati

Caritas e Casa Madiba su operazione Clean Park

In foto: l'operazione Clean Park
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 21 dic 2019 15:02 ~ ultimo agg. 16:59
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Nel congratularsi con le forze dell’ordine per l’operazione “Clean park” della Polizia di Stato (vedi notizia), la Caritas Diocesana di Rimini chiarisce che gli spacciatori di origine africana fermati non vivevano attualmente in alcuna struttura di accoglienza Caritas. “Pur non conoscendo le generalità degli arrestati, Caritas Diocesana può comunque affermare che non si tratta di propri ospiti perché tra di essi nessuno risulta mancante all’interno delle strutture né tratto in arresto dalle Forze dell’Ordine. Tra l’altro, le notizie parlano di spacciatori che vivevano nei parchi Forlani e XXV Aprile di Rimini, nell’area adiacente al parco Marecchia, dove avevano trasformato i bivacchi in dormitori a cielo aperto.

È probabile – prosegue l’intervento della Caritas – che alcune delle persone coinvolte nell’ambito dell’operazione “Clean Park” siano state accolte nel CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) nel 2018, ma se ne erano andate velocemente perché la stessa Caritas aveva provveduto a segnalare alcuni di loro alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine per comportamenti da verificare”.

Sull’operazione interviene anche Casa Madiba, promotrice dell’esperienza di Casa don Gallo: “Abbiamo fatto decine e decine di incontri istituzionali e con le associazione del quartiere, presentato esposti, fatto denunce per aggressioni e minacce subite personalmente dalle persone arrestate proprio per le nostre azioni di contrasto alle attività di spaccio e ricettazione e per le violenze, le tante violenze e risse, che ripetutamente si sono consumate in tutta l’area. Per questo non siamo stati contrari all’operazione della polizia di giovedì scorso perché era più che mai necessaria ma sicuramente non sufficiente a sanare una situazione di speculazione e abbandono edilizio che va avanti da più di un decennio su un’area di 6mila metri quadrati. Da soli le nostre azioni non erano più nemmeno un deterrente, e le centinaia di clienti che si recavano nell’area, più di una volta sono stati cacciati quando si trovavano nei pressi dei nostri spazi.

“Sono tre le persone coinvolte nell’operazione “Clean Park” che in passato sono state accolte, in quanto persone senza fissa dimora che ci sono state segnalate,  nel nostro progetto di accoglienza per un breve periodo, ma che sono state allontanate dalla struttura proprio per il loro comportamento che non è assolutamente accettato o difeso a Casa Don Gallo”.

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