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Ancora polemiche

Erbetta a Sacchetti: per il Pd i diritti sono unilaterali

In foto: Mario Erbetta
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 27 lug 2019 17:22
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Non si placano le polemiche dopo la bocciatura della mozione di sfiducia alla presidente del consiglio comunale di Rimini Sara Donati. Segretario e presidente provinciale del Pd, Filippo Sacchetti e Cristina Belletti, avevano attaccato la minoranza definendo “arroganza amministrativa” la mozione presentata (vedi notizia). “Evidentemente per il Pd i diritti sono unilaterali e valgono solo se favoriscono la maggioranza” risponde il consigliere di Rinascita Civica Mario Erbetta ricordando che la mozione è prevista dallo Statuto comunale.

L’intervento di Mario Erbetta

Non volevo intervenire più sull’argomento ma Sacchetti, di cui ho una gran stima, stavolta nel prendere difesa del Presidente del Consiglio ha dimostrato come il PD non e’ abituato ad una minoranza compatta e battagliera. Dire a noi che la mozione, prevista dallo Statuto da loro costituito, e’ un atto di arroganza amministrativa vuol dire non conoscere l’ABC del diritto amministrativo degli enti locali. Dire che un diritto previsto e regolamentato e’ arroganza e’ la prova che i diritti per il PD sono unilaterali e valgono solo se favoriscono la maggioranza. Ma tale affermazione segue quella della Consigliera Corazzi che in Consiglio ha dichiarato la discussione sulla mozione di sfiducia una perdita di tempo. Cari amici del PD queste sono le regole democratiche e grazie a Dio esistono ancora e vanno rispettate che vi piaccia o no. Inoltre dire che una mozione di sfiducia fatta al Presidente su fatti precisi sia un atto sessista mi sembra la difesa di chi non sa che dire. Mancava solo il termine fascista e avevamo fatto il pieno dei luoghi comuni. La verità e che tutta la minoranza ha denunciato comportamenti faziosi fatti dal Presidente nella sua funzione e li avremmo denunciati verso qualsiasi presidente di qualsiasi sesso in quanto lesivi dei diritti delle Minoranza. Il vero problema del PD e del suo Segretario, dimostrato con queste affermazioni, e’ la paura di una minoranza unita e compatta e la coscienza di una maggioranza che scricchiola Consiglio dopo Consiglio. Le elezioni si avvicinano e ne vedremo delle belle.