sabato 21 settembre 2019
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In foto: il sindaco Renata Tosi
di Redazione   
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ven 28 giu 2019 16:08 ~ ultimo agg. 17:30
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Il rapporto appena pubblicato da Arpae (bollettino n. 4/2019) che analizza le acque in relazione all’idoneità alla balneazione e allo stato ambientale ha riclassificato 7 delle 8 acque del litorale riccionese portandone 6 a livello eccellente (nella precedente stagione balneare le eccellenti erano 3), ed 1 a livello buono (da sufficiente). Insomma, dati alla mano, “la qualità delle acque di balneazione a Riccione è ottima, non c’è dubbio”, afferma con orgoglio il sindaco Renata Tosi. Che questa mattina ha presentato insieme all’assessore all’Ambiente Lea Ermeti i risultati di due anni di attività. “Perché troppo spesso – dice il sindaco – è passato il messaggio che il nostro mare non fosse all’altezza, quando invece le costanti attività di controllo e gli interventi di manutenzione straordinaria hanno migliorato notevolmente la qualità delle acque. Senza dimenticare, poi, che spesso i divieti di balneazione vengono emanati a scopo precauzionale”. 

Gli interventi effettuati nel 2018 e proseguiti nel 2019 sono stati sia diretti che indiretti, con particolare riferimento al torrente Marano. “Nei dettagli – spiega l’assessore Ermetiper quanto riguarda la gestione dell’impianto di depurazione e delle reti si evidenzia che la vasca di laminazione ha iniziato a funzionare a pieno regime e, per effetto della buona gestione, è stata affiancata da alcune vasche di accumulo così da poter far lavorare meglio l’intero ciclo depurativo. Sono stati inoltre eseguiti interventi di manutenzione straordinaria sulla rete, su alcuni sollevamenti principali sia per l’aumento della portata che dell’efficientamento in generale. È bene sottolineare – prosegue l’assessore – che la nostra città è dotata di un sistema fognario di tipo duale efficiente (acque meteoriche e acque nere funzionalmente separate), vasche di prima pioggia e un impianto di centrali di sollevamento performante oltre a un depuratore cittadino in grado di assolvere alle necessità di una comunità che nel periodo estivo aumenta in maniera esponenziale il numero di utenti”.

L’attenzione al torrente Marano, un ambiente decisamente complesso, è stata massima e sono state messe in campo dall’amministrazione azioni volte al miglioramento del deflusso delle acque, come l’apertura periodica della foce – per agevolare l’uscita in mare dell’acqua fluviale e l’ingresso di quella marina – la stabilità delle sponde applicando l’ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale, la pulizia degli argini e il controllo della vegetazione infestante e delle colonie di piccioni, e le attività di miglioramento del deflusso degli scarichi delle acque meteoriche presenti sul tratto terminale del torrente. Con riferimento agli interventi indiretti, sia sul Marano che sul Melo, prosegue il processo di riordino delle reti e degli allacci del sistema fognario, oltre al monitoraggio costante, in sinergia con Hera, a cui si aggiungono quelli continui e periodici sugli impianti di sollevamento e le vasche di prima pioggia.

“Tali interventi – afferma Lea Ermeti – volti sostanzialmente a regolarizzare le portate nel tratto terminale del Marano per agevolare la miscelazione delle acque, per la loro complessità e per i tanti aspetti, a partire da quello idraulico, coinvolti, prevedono anche il supporto di soggetti esterni come ad esempio la collaborazione dell’ingegnere idraulico Simone Paoletti, docente al Politecnico di Milano, soprattutto in considerazione del lavoro da svolgere in termini di analisi e di modellazione idraulica da poter realizzare nel breve periodo”.

Ai dati relativi alle acque di balneazione si affianca l’ottimo risultato raggiunto dalle analisi effettuate su quelle interne. L’amministrazione comunale provvede al monitoraggio continuo delle acque di fiume, fino alla foce, attraverso un laboratorio certificato (L.A.V. Laboratorio Analisi e Consulenza) e gli ultimi prelievi effettuati sul Marano in data 14 giugno 2019 mostrano valori sia di escherichia coli che di enterococchi inferiori al cosiddetto livello di misura, a conferma che tutte le azioni messe in campo stanno funzionando al meglio.

I costi sostenuti ammontano a 170mila euro, così suddivisi: 60mila euro per lo studio idraulico, 30mila all’anno di manutenzione e 25mila all’anno per la palificata.

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