lunedì 19 agosto 2019
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di Lamberto Abbati   
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gio 27 giu 2019 14:46 ~ ultimo agg. 28 giu 12:42
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Tempo di bilanci per il comando provinciale della guardia di finanza di Rimini, che oggi festeggia il 245esimo anniversario dalla fondazione. Passano gli anni, si affinano le tecniche di contrasto ma gli evasori totali continuano ad aumentare. Nel 2017 i ‘furbetti’ scovati dalle fiamme gialle furono 36, mentre nel 2018 e nei primi cinque mesi del 2019 si arriva già a quota 65, per un totale di oltre 19 milioni di Iva evasa, quindi in media oltre 300mila euro ciascuno. Tra questi figurano due medici, un infermiere, un consulente finanziario, un geometra, un musicista e il titolare di una società che gestiva uno stabilimento balneare. “Queste persone – afferma il comandante provinciale Giuseppe Garagliolavorano, fatturano e poi non dichiarano, facendo in molti casi sparire la documentazione. Ma, grazie ad un maggiore affinamento dell’analisi di rischio e dell’incrocio dei dati, siamo riusciti ad individuarne di più rispetto al passato”.

 

Scoperte in totale imposte evase per oltre 55 milioni di euro, determinate in relazione alla mancata dichiarazione di circa 105 milioni di euro di redditi imponibili (base imponibile netta). Attività sempre più mirate per contrastare l’evasione e le frodi fiscali: 325 in tutto, tra verifiche e controlli avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale. Mediamente ogni intervento ha consentito di individuare un’evasione fiscale di redditi imponibili per 323mila euro. Sono 75 i soggetti denunciati per reati fiscali, per lo più per l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento di documentazione contabile. Nei loro confronti è stato proposto all’autorità giudiziaria di disporre il sequestro dei beni per un valore complessivo di 44 milioni di euro, mentre, nel contempo, sono stati già eseguiti provvedimenti di sequestro di beni per un valore pari a 14 milioni di euro, con un incremento del 50% (7 milioni nei 17 mesi dal gennaio 2017 al maggio 2018). Ventuno gli interventi eseguiti in materia di fiscalità internazionale, individuando mancate dichiarazioni dei redditi per oltre 22 milioni di euro (base imponibile netta).

L’altro fenomeno in preoccupante aumento è quello del lavoro nero: i finanzieri hanno sanzionato 64 datori di lavoro per l’utilizzo di 233 dipendenti in nero o irregolari con la conseguente sospensione per 34 attività commerciali. Il caso più eclatante riguarda il titolare di uno stabilimento balneare di Rimini pizzicato la scorsa estate con tutti i lavoratori in nero.

Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il la finanza riversa le proprie migliori risorse, è quella costituita dai reati contro la Pubblica Amministrazione, campo nel quale sono state denunciate 84 persone di cui 7 tratte in arresto. Le misure adottate a tutela del bilancio pubblico hanno consentito di individuare e verbalizzare 67 soggetti responsabili di aver arrecato un danno al bilancio statale pari ad oltre 46 milioni di euro nel settore della responsabilità amministrativa e della spesa sanitaria. In particolare, tra le attività a tutela del bilancio pubblico degli enti locali, spiccano le operazioni che hanno portato a segnalare all’autorità giudiziaria anche 32 persone, titolari di strutture ricettive-turistiche, che hanno omesso di versare al Comune di Rimini l’imposta di soggiorno riscossa dai clienti per un totale di circa 400 mila euro.

Sei milioni di euro di appalti pubblici sono stati sottoposti a controllo riscontrando irregolarità per 4 milioni di euro. Le frodi più insidiose svelate dagli accertamenti delle fiamme gialle di Rimini, scoperte in danno del bilancio pubblico nazionale e comunitario sono state pari a 1,2 milioni di euro, mentre si attestano a 30mila euro quelle nel settore della spesa previdenziale e sanitaria. I denunciati sono stati 80, dopo l’esecuzione di 102 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica. Oltre 71 i controlli svolti nei confronti di cittadini beneficiari di prestazioni sociali agevolate, esenzione di ticket sanitario, assegni per le mense scolastiche e borse di studio. Spicca in questo ambito il caso del titolare di una ditta di stand fieristici che, dichiarando di non possedere nulla, aveva ottenuto dal Comune di Rimini il sussidio mensile per l’affitto di una casa. I risultati ottenuti sono significativi: oltre il 70% dei controlli svolti ha evidenziato irregolarità (51 irregolari su 71 eseguiti).

Altro capitolo importante riguarda le indagini patrimoniali contro le mafie, che hanno portato alla confisca (e ristabilito il possesso da parte dello Stato) di beni e valori stimati pari a 9 milioni di euro (tra i quali emergono beni immobili per 2,1 milioni di euro, beni mobili registrati per 543.000 euro, aziende per un milione di euro, quote societarie e titoli per 600.000, disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni). Ulteriori 18 milioni di beni sono stati sequestrati in attesa della confisca (contro i 10 milioni del 2017), mentre le richieste di sequestro patrimoniale avanzate all’autorità giudiziaria, sulla base dei 170 accertamenti patrimoniali eseguiti, ammontano per gli ultimi 17 mesi a un valore complessivo di 140 milioni di euro.

Anche la contraffazione e il commercio di merce priva dei previsti requisiti di sicurezza fanno male all’economia della provincia perché danneggiano gli operatori onesti, mettendo a rischio potenziale la salute dei consumatori. A dimostrazione dell’incisivo impegno esercitato si possono citare gli oltre 7,5 milioni di articoli illecitamente commercializzati sequestrati dalle fiamme gialle riminesi nell’ultimo anno e mezzo, di cui contraffatti oltre 500mila, mentre i rimanenti sono contraddistinti o da falsa indicazione del made in Italy o privi di etichettatura di indicazioni l’origine e qualità a tutela della salute e sicurezza dei consumatori.

Numeri importanti anche quelli ottenuti dal Reparto Operativo Aeronavale di Rimini (ROAN). Nel dettaglio sono state effettuate 1051 missioni di pattugliamento nelle acque territoriali, sottoponendo a controllo 466 imbarcazioni, riscontrando oltre 156 violazioni in materia di polizia marittima, pesca e diporto nautico, per un importo complessivo di circa 36mila euro di sanzioni irrogate. Nel settore della tutela del demanio e dei tributi locali nonché della correlata normativa urbanistico-edilizia, sono stati eseguiti complessivamente 100 controlli dei quali il 70% hanno dato esito irregolare, che ha portato all’individuazione di 8 soggetti risultati irregolari dal punto di vista concessorio. In tema di tributi locali, l’attività operativa volta all’accertamento del rispetto degli adempimenti fiscali in ordine al pagamento delle relative imposte, ha permesso di constatare la mancata corresponsione alle casse dei rispettivi comuni del pagamento di tari, ici, imu, per circa 600 mila euro gravanti sulle aree assentite in concessione, presenti sul litorale emiliano-romagnolo. Nel corso delle attività sono state sequestrate numerose discariche abusive per una superficie totale di 36.000 mq, nelle quali erano state stoccate complessivamente oltre 3000 tonnellate.

 

 

 

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