domenica 16 giugno 2019
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In foto: Il senatore Croatti (Newsrimini.it)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 7 giu 2019 16:31 ~ ultimo agg. 17:20
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“L’accordo sul decreto legge ‘sblocca-cantieri è estremamente positivo per il Paese e naturalmente per il nostro territorio: consentirà maggiore efficienza, meno burocrazia e la realizzazione in tempi più rapidi di opere pubbliche indispensabili per la crescita. Senza sacrificare né legalità né controlli.” Lo dichiara il senatore riminese del Movimento 5 Stelle Marco Croatti sottolineando in particolare che non ci sarà mai più il massimo ribasso come criterio di aggiudicazione degli appalti. Una vera e propria piaga: in caso di ribasso eccessivo è infatti lecito sospettare che l’impresa vincitrice dell’appalto possa speculare su contratti, materiali e sicurezza”.
Secondo l’osservatorio regionale dei contratti pubblici il 70% delle gare in Emilia Romagna è assegnato con questo sistema “che può mettere a rischio la qualità dei lavori”.  Il 35% delle imprese aggiudicatarie è di provenienza extra regionale con ribassi degli affidamenti di oltre il 22%. Ad esse viene assegnato il 41,8% degli appalti per quanto riguarda i valori economici.
Croatti ricorda anche i rischi e le conseguenze: “anche recentemente, abbiamo avuto problemi su strutture scolastiche costruite con affidamenti al massimo ribasso. Ora con la scelta del criterio del minor prezzo non viene premiata l’offerta al massimo ribasso, ma quella il cui prezzo più si avvicina alla media dei ribassi. Il meccanismo approvato prevede, infatti, l’individuazione della soglia di anomalia in modo che le offerte anomale, cioè quelle così basse da pregiudicare effettivamente la corretta esecuzione dell’opera, vengano automaticamente e categoricamente escluse”.
Croatti ricorda i contrappesi introdotti dal MoVimento 5 Stelle con la Legge Spazza corrotti, che ha permesso all’Italia di scalare tutte le classifiche dei Paesi
rappresentano già adesso un presidio importantissimo contro le tentazioni di furbi e furbetti vari.
Da sottolineare anche l’introduzione del Collegio consultivo tecnico, in pratica un team composto da tre esperti che avranno il compito
esecuzione del contratto senza per forza arrivare in un’aula di Tribunale”.


Il decreto sblocca-cantieri “era urgente per cominciare a correggere e a fluidificare le parti più problematiche dell’attuale Codice degli appalti e a migliorare la preoccupante fotografia della situazione sugli appalti nel nostro Paese”, prosegue Croatti:
“L’ANCE, l’Associazione dei costruttori edili, ha recentemente stimato in quasi 600 le opere bloccate, per un valore di 50 miliardi di euro, che salgono a oltre 100 se si calcolano le ricadute sull’intero sistema economico nazionale. L’UPI, l’Unione delle Province, ha svolto un monitoraggio secondo il quale ci sono 1.712 piccole opere la cui fase progettuale è conclusa ma che faticano a essere messe in esecuzione per vari ostacoli amministrativi. Il DEF ci ricorda che in Italia passano in media due anni per realizzare lavori di ammontare inferiore a 100.000 euro e fino a quindici anni per lavori di valore superiore a 100 milioni”.
L’auspicio è che questo sblocca-cantieri possa portare grandi benefici al nostro territorio.
Nella qualità e nella sicurezza delle nostre opere pubbliche e nella diminuzione dei loro tempi di realizzazione. E nel positivo ritorno, in termini di indotto, per le imprese del riminese che ben conosciamo e che lavorano con competenza e qualità ma che troppo spesso si sono trovate a soccombere in gare contro imprese di fuori regione, disposte a sacrificare all’altare del massimo ribasso la qualità del loro lavoro. E questo naturalmente a scapito della qualità di vita dei cittadini e anche delle casse pubbliche, costrette poi a intervenire per manutenzioni legate alla scarsa qualità di lavorazioni e materiali”.

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