sabato 20 luglio 2019
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In foto: l'assemblea di questa mattina
di Lamberto Abbati   
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lun 24 giu 2019 16:50 ~ ultimo agg. 25 giu 12:54
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Sono trascorsi ormai tre mesi da quando il Comune di Coriano ha imposto a Rovereta lo stop per presunte non conformità edilizie, e da allora nulla è cambiato, nonostante numerosi incontri tra le parti, tavoli tecnici in prefettura e tentativi di sbloccare una situazione paradossale. Più passa il tempo e più aumentano le probabilità che l’azienda di Cerasolo, che fa parte del Gruppo Petroltecnica, debba chiudere i battenti per sempre, con una conseguente perdita di 300 posti di lavoro.

Questa mattina i dipendenti di Rovereta si sono ritrovati nel capannone di via Pascoli per un confronto interno al quale hanno partecipato anche i consiglieri regionali Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi, oltre ad alcuni consiglieri di opposizione del Comune di Coriano. Assenti, invece, i rappresentanti della Giunta Spinelli, invitati dalla stessa azienda a partecipare all’incontro. Un’assenza, quella dell’amministrazione di Coriano, che non ha stupito nessuno e che ha spinto i dipendenti di Rovereta a prendere la decisione di manifestare, già a partire dai prossimi giorni, davanti al municipio. “Vogliamo delle risposte, ormai siamo esasperati da un’attesa lunga tre mesi che sembra non finire mai – hanno detto alcuni dipendenti -. Il sindaco Spinelli continua a far finta di nulla, ma noi non possiamo più aspettare. Per questo andremo ogni giorno, se necessario, a protestare pacificamente davanti al Comune”. Comune che, come ha spiegato il project manager di Petroltecnica, Virgilio Pagliarani, “non rilascia inspiegabilmente, dopo 11 anni, quel condono che automaticamente implicherebbe l’ottenimento dell’agibilità e, contemporaneamente, ci punisce per la mancanza dell’agibilità stessa che lui ci blocca”.

Nel corso dell’assemblea ha preso parola anche il proprietario di Petroltecnica, Peo Pivi, che ha ricordato come nei confronti dell’azienda ci sia una sorta di accanimento nato prima da un’inchiesta giudiziaria che ha portato ad un provvedimento di sequestro (poi annullato dal tribunale del Riesame) dell’area di stoccaggio per un presunto eccesso di emissioni odorigene, e poi dal Comune di Coriano con un’ordinanza di immediato fermo di ogni attività nelle sedi di Petroltecnica e Rovereta in via Rovereta per presunte non conformità edilizie. “Nonostante tutto però – afferma un battagliero Pivii nostri clienti continuano a darci fiducia e lavoro. E’ dal 2001 che qualcuno ci dà la caccia: ho scoperto di recente che su di noi sono state fatte inchieste di 2000 pagine, non so quanti controlli da parte della Forestale e del Noe siano stati fatti nel corso degli anni nei nostri stabilimenti. La prima cosa che mi dicono i clienti è: ‘Peo, tieni botta’. La seconda: ‘Ma chi è il mandante di tutto questo?’. Ecco, me lo sono chiesto anche io”.

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