giovedì 19 settembre 2019
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di Lucia Renati   
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ven 5 apr 2019 17:07 ~ ultimo agg. 6 apr 10:46
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Con il via libera di ieri da parte del consiglio dei Ministri al disegno di legge salva mare, il Ministro Sergio Costa ha decretato l’inizio della “Guerra alla plastica”. Un’ottima notizia per le associazioni che si occupano di ambiente, come la fondazione Cetacea onlus, che ha lanciato una petizione rivolta al Ministro nel giugno dello scorso anno. Quasi raggiunto l’obiettivo delle 200.000 firme per permettere ai pescatori di pulire il mare.

L’immagine del capodoglio spiaggiato in Sardegna con 20 kg di plastica in corpo, rende visibile in maniera scioccante il danno che l’uomo sta facendo all’ambiente. Lanciata dalla Fondazione Cetacea di Rimini, anche grazie al sostegno e alla collaborazione dell’associazione Marevivo, nel giugno scorso è nata l’idea della petizione da presentare al ministro Costa titolare del ddl approvato dal Consiglio dei Ministri. A dare il via, è stato il peschereccio Levriero II della famiglia Parenti, rientrando dalla pesca, portò a riva un carico di rifiuti. Nei giorni successivi dieci barche ne riportarono a riva 7 quintali, per la maggior parte plastica. Il presidente della Onlus Fondazione Cetacea onlus Sauro Pari, invita a continuare firmare la petizione “permettiamo ai pescatori di pulire il mare” sulla piattaforma Change.org per arrivare a 200mila. Con l’approvazione ieri del disegno di legge Salvamare i pescatori potranno finalmente portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti senza essere accusati di traffico illecito di rifiuti né doverne pagare lo smaltimento.

“I rifiuti sono portati dai fiumi: il Po, il Brenta, anche il Marecchia – dichiara Pari – mesi fa, durante una pulizia della foce del Marecchia abbiamo raccolto 90 sacchi d’immondizia. Il dato più scioccante però, è che temo che non sia più possibile tornare indietro. Per fortuna in questo momento storico la guardia sulle questioni legate all’ambiente è molto alta e questo mi fa ben sperare”. 

“È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali – i pescatori – che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato” dichiara Sergio Costa, ministro dell’Ambiente. “Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, dobbiamo affrontarla adesso, non si può rinviare.
Con la legge Salvamare appena presentata, intanto, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori. Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.L’indagine Beach litter 2018 di Legambiente ha consentito di censire e recuperare 48.388 rifiuti rinvenuti in 78 spiagge italiane per un’area complessiva di 416.850 mq e una media di 620 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia (lineari) campionata: praticamente 6,2 rifiuti per ogni metro di spiaggia. E di questi rifiuti l’80 per cento è rappresentato da rifiuti in plastica. I rifiuti usa e getta in plastica (o con vita breve), in questo caso, rappresentano il 42% dei rifiuti trovati complessivamente. Parliamo di imballaggi di alimenti, bottiglie, carte dei dolciumi, bastoncini per la pulizia delle orecchie, ma anche oggetti come gli imballaggi degli assorbenti igienici e pannolini o anche cartucce dei fucili.

Sensibilizzare i più piccoli è importante. L’11 aprile sarà la festa del mare: l’iniziativa è stata istituita un paio di anni fa dal comando della Capitaneria di Porto. Gli operatori della fondazione saranno nelle scuole di Rimini, Riccione, porto San Giorgio e Porto Garibaldi.

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