mercoledì 18 settembre 2019
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di Simona Mulazzani   
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lun 4 mar 2019 14:41 ~ ultimo agg. 5 mar 12:34
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La torre del santuario di Saiano sarà un luogo di accoglienza per chi è alla ricerca di pace e di silenzio, per chi si vuole fermare qualche giorno per ritrovarsi e pregare. In particolare il sogno è che sia un luogo per i sacerdoti della nostra diocesi, che possano venire qui per un momento di ristoro spirituale“. Don Osvaldo Caldari, rettore del Santuario della Madonna di Saiano racconta con gioia la vicina fine dei lavori di ristrutturazione di uno dei luoghi di preghiera più affascinanti della diocesi di Rimini. Un luogo che da febbraio 2018 si è fatto ancora più eremitico visto che la strada di accesso è stata chiusa dopo una grossa frana.

Eppure questo non è stato ostacolo all’entusiasmo di don Osvaldo e delle maestranze che hanno proseguito con tenacia i lavori di ristrutturazione dell’antico Santuario. L’obiettivo è inaugurare prima dell’estate. “Si sta completando – ha spiegato a Tempo Reale il rettore – l’ultimo tassello della ristrutturazione partita nel lontano 1996. Siamo agli ultimi ritocchi per la riqualificazione della torre, cui si mise mano la prima volta nel 2008 grazie al sostegno di Diocesi, provincia, comune e fondazione Carim. Sono passati 11 anni ma ci siamo quasi, entro pochi mesi, spero a fine maggio, faremo l’inaugurazione“. La torre, che prima della ristrutturazione era profondamente danneggiata, si sviluppa su tre livelli: al primo piano una spazio cucina, con la stufa, al secondo piano una piccola camera da letto con il bagno e al terzo piano una cappellina (a cui si metterà mano più avanti).

Ammetto che non è stato facile lavorare quassù, non solo per gli agenti atmosferici a volte violenti, ma anche per il fatto di essere da oltre un anno isolati. La settimana scorsa per far arrivare portone e infissi della torre abbiamo dovuto utilizzare un pick up scendendo da una strada sterrata da Montebello, l’unica con cui si raggiunge il santuario“.

Nonostante il luogo ameno ogni anno sono migliaia i pellegrini che in gruppo o in solitudine salgono al santuario. “C’è un aneddoto che mi piace raccontare. Abbiamo trovato un messale dell’inizio del 1900 e su una pagina c’è un appunto a matita:18 maggio 1916: giornata eucaristica. 5mila persone convenute, 1500 comunioni“. Ancora oggi sono tante le persone affezionate a questo luogo.

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