lunedì 23 settembre 2019
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In foto: Fabrizio Pullè, capogruppo Noi Riccionesi
di Andrea Polazzi   
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ven 1 mar 2019 17:15
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Dopo l’annuncio che anche Rimini per riqualificare alcune aree strategiche si affiderà alle manifestazioni di interesse, in ossequio alla legge regionale urbanistica, la maggioranza di Riccione si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Nel mirino finisce il Pd della Perla Verde reo di aver contestato a suo tempo l’avviso pubblico predisposto dalla Giunta Tosi (dal quale scaturirono 21 manifestazioni di interesse). “Ora che anche Gnassi si è convertito sulla via tracciata da Renata Tosi” si legge in una nota firmata dai capigruppo, “chissà se al PD di Riccione inizieranno a fischiare un po’ le orecchie“.

La maggioranza, chiamando in causa anche il consigliere regionale Pruccoli, ricorda quindi la “mezza bagarre in consiglio comunale per affermare che quell’avviso pubblico fosse errato, o comunque nebuloso, o ancora che potesse creare immani danni alla città“. I capigruppo citano richieste del Pd di “sospensive, rinvii, delucidazioni in Provincia ed in Regione, fino a lasciare i banchi del consiglio comunale per di non votare la delibera contenente le manifestazioni presentate.

Fino a questi giorni quando “anche Gnassi, proprio Gnassi, proprio il loro caro, esperto “compagno” Gnassi, ha valutato che quello strumento “fosse cosa buona e giusta”, e ne ha adottato uno… “fotocopia”.” “E il PD di Riccione – concludono i capigruppo – “è rimasto, come sempre, con un pugno di mosche in mano, sbeffeggiato politicamente anche dal Suo illustre alleato… un po’ come l’ultimo dei mohicani“.

A firmare la nota Fabrizio Pulle’ – NOI Riccionesi, Andrea Bedina – Lega, Sara Majolino – Lista Civica Renata Tosi, Pier Giorgio Ricci – Forza Italia.

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