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A Novafeltria

Taglio, shampoo e droga. Carabinieri sgominano spaccio con base dal barbiere

In foto: episodio di spaccio, dal video dei carabinieri
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 17 gen 2019 08:49 ~ ultimo agg. 18 gen 14:54
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Chi voleva della cocaina si recava dal barbiere, dal macellaio o al ristorante, ma anche in sala giochi. Erano questi i principali luoghi di spaccio a Novafeltria. Tra un taglio di capelli, un etto di macinato, un piatto di tagliatelle al tartufo e una partita ai videogame, ecco che spuntava la ‘coca’. Il vasto giro di spaccio è stato interrotto questa mattina dai carabinieri della compagnia di Novafeltria al termine dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani e denominata ‘Siviglia 2017’. I militari dell’Arma hanno eseguito sette misure cautelari in carcere e tre ai domiciliari per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In carcere sono finiti Giorgio Angeli, 63 anni, di professione barbiere, Danilo Pavani, 47 anni, titolare del ristorante Madama Dorè, Francesco Giannini, 48 anni, titolare della macelleria del paese chiusa da qualche mese, e Fabio Squadrani, 39 anni, proprietario della sala giochi, anche questa chiusa da mesi, oltre a due dei tre albanesi che principalmente rifornivano il quartetto di cocaina. Il terzo, invece, è ancora in fuga.

Le immagini del blitz (adriapress)

La base operativa dello spaccio era il negozio di Angeli (ribattezzato Figaro dagli inquirenti), l’insospettabile barbiere che all’interno della sua attività smerciava cocaina come se nulla fosse. Numerosi gli episodi documentati dalle microcamere dei carabinieri piazzate all’interno del negozio. Alcuni clienti entravano in pieno giorno per farsi barba, capelli e acquistare qualche dose, altri invece passavano da Angeli solo per ritirare lo stupefacente. Tra i suoi clienti persone di tutte le età e fasce sociali. Dal giovane operaio al professionista, dalla casalinga all’imprenditore. Le microcamere hanno ripreso persino una mamma con in braccio il figlio entrare dal barbiere, prendere una dose di ‘coca’, nasconderla nel reggiseno e uscire. In totale sono stati 65 gli assuntori del Riminese segnalati alla prefettura. Il 63enne vendeva solo cocaina purissima, a prezzi elevati (90 euro al grammo), e quando c’era una partita di droga che non lo soddisfaceva la faceva riportare indietro (“Questa coca non è buona, mi fa venire il mal di testa, portala via”, sarebbe la frase pronunciata da Angeli e captata dalle cimici). Alcuni degli acquirenti si erano indebitati pur di continuare a consumarla e arrivavano a pagare il barbiere addirittura con assegni in bianco.

Le indagini dei carabinieri, iniziate nel febbraio 2017 e terminate nel dicembre dello stesso anno – i mesi seguenti sono serviti per l’attività integrativa -, hanno portato alla luce qualcosa come 1.500 cessioni di cocaina, per un totale di 5 chili di stupefacente venduto. Il giro d’affari è stato stimato in almeno 500mila euro. A sorprendere gli inquirenti era la naturalezza con la quale avvenivano le cessioni. Ci si dava appuntamento dal barbiere, al ristorante, in macelleria o in sala giochi e si ritirava la dose, spesso alla luce del sole. Qualche volta, invece, veniva nascosta sotto lo zerbino del negozio. Ma in paese molti sapevano quello che accadeva, ecco perché l’attività dei carabinieri di Novafeltria è stata ancora più complessa. Fosse trapelata anche solo la minima indiscrezione, sarebbe potuta fallire l’intera operazione.

A rifornire di cocaina il quartetto di negozianti erano soprattutto tre albanesi, due residenti a Rimini e uno a San Mauro Pascoli. Uno di loro fu arrestato in flagranza nell’agosto del 2017 dopo un controllo dei militari di Novafeltria che, con l’ausilio di un cane antidroga della polizia, scovarono un panetto di cocaina nascosta all’interno del volante, al posto dell’airbag. Secondo gli investigatori, quando i corrieri albanesi erano in difficoltà nel reperire lo stupefacente, il barbiere e gli altri tre arrestati di Novafeltria si rivolgevano spesso a un ristoratore riminese, finito agli arresti domiciliari.

Questa mattina i carabinieri di Novafeltria, guidati dal comandante Silvia Guerrini, hanno effettuato anche numerosi sequestri, tra cui un’auto di lusso, cavalli di razza e 50mila euro tra contanti e titoli di credito in possesso di Angeli, che aveva un tenore di vita molto elevato, pur dichiarando redditi al di sotto della soglia di povertà. E proprio le agende e gli appunti sequestrati al barbiere serviranno ai militari dell’Arma per proseguire l’indagine, che questa mattina è stata definita dal comandante della compagnia provinciale dei carabinieri, Giuseppe Sportelli, “la più importante mai effettuata nell’entroterra”.

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