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"La Collina degli orrori"

Sequestrata casa di cura a Mondaino: anziani picchiati e imbottiti di sonniferi

In foto: dal video Adriapress
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 13 dic 2018 08:13 ~ ultimo agg. 14 dic 13:44
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L’operazione dei Carabinieri del Nas di Bologna, che questa mattina ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari e al sequestro di una casa di riposo a Mondaino, è stata ribattezzata la ‘Collina degli orrori’. ‘La Collina’ era il nome della struttura dove all’interno si consumavano maltrattamenti fisici e psichici nei confronti dei 36 anziani presenti. Scarse razioni di cibo, a volte mal conservate, farmaci spesso scaduti, personale in sotto numero e in alcuni casi non qualificato, anziani abbandonati nel letto per ore, mal accuditi e persino costretti a tenersi addosso i propri bisogni. E poi insulti, minacce e persino calci. E’ agghiacciante il quadro indiziario emerso al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli e partite nel giugno scorso da una segnalazione ai carabinieri da parte dell’Asl.

A finire in carcere per maltrattamenti la titolare della struttura, Maria Luisa Bulli, 57 anni, che nel 2001 fu arrestata sempre per lo stesso reato avvenuto all’interno della medesima struttura che all’epoca si chiamava Montebello. Agli arresti domiciliari, invece, è finito un operatore socio sanitario di 56 anni, mentre altri quattro infermieri hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Le accuse a vario titolo vanno dal maltrattamento all’abbandono di persone incapaci.

Quando gli uomini del Nas, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Rimini, Forlì Cesena e Pesaro Urbino, hanno fatto irruzione nella casa di riposo, si sono imbattuti in un due anziani che vagavano nei corridoi chiedendo aiuto. All’interno dell’ospizio in quel momento erano presenti solo due infermieri. Che, oltre ad essere in numero inferiore rispetto alle reali alle necessità, non venivano pagati con regolarità e, proprio per questo, decidevano di licenziarsi dopo qualche settimana. Tra loro anche alcuni soggetti non qualificati, come degli animatori che per esigenze erano costretti a improvvisarsi infermieri. Proprio la carenza di personale consentiva ad alcuni ospiti di abbandonare la struttura per recarsi in Paese, mettendo così a repentaglio la loro incolumità.

Le testimonianze di ex dipendenti e ospiti della struttura, unite alle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso ai carabinieri di contestare oltre 100 episodi di maltrattamenti fisici e psicologici da metà giugno a metà novembre. Non solo: sempre nello stesso periodo sarebbero stati registrati una cinquantina di accessi al pronto soccorso per cadute accidentali di anziani ospiti della casa di riposo. In un paio di circostanze i pazienti avrebbero riportato una prognosi di 60 giorni.

“Quella volta che ho dato i calci nelle palle a quell’anziano c’eri anche tu…”, era stato una frase di  un operatore socio sanitario captato dalle cimici. “Se suoni ancora il campanello te lo ficco in gola e ti spezzo le gambe!”, era stata, invece, la minaccia fatta da un infermiere ad un 65enne che chiedeva aiuto. Anziani bisognosi di aiuto che spesso venivano imbottiti di tranquillanti anche contro le prescrizioni terapeutiche purché non infastidissero il ridotto numero di oss. Per non parlare, poi, dei sei ospiti che a causa del disinteresse generale presentavano piaghe da decubito. Dei 36 anziani, le cui rette mensili oscillavano dai 1.300 ai 1.600 euro, due sono stati ricoverati all’ospedale Ceccarini di Riccione a cause delle pessime condizioni di salute. Gli altri, invece, dopo essere stati visitati, sono stati affidate ad altre case di cura convenzionate con l’Asl.

. Le immagini dei controlli dei carabinieri (Adriapress)

 

L’operazione ‘La collina degli orrori’ arriva a pochi giorni da un’altra simile: la scorsa settimana cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari con l’accusa di maltrattamenti ad anziani ospiti di un’altra struttura, questa volta privata, a Rimini (vedi notizia).