domenica 20 gennaio 2019
di Redazione   
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lun 12 nov 2018 09:53 ~ ultimo agg. 14 nov 11:20
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Emporio Solidale, ne abbiamo raccontato tutta la storia, dall’apertura sino ad oggi. Per chi ancora non lo sapesse – speriamo pochi! – è un supermercato solidale destinato a persone in forte difficoltà economica dove è possibile effettuare la spesa senza l’utilizzo del denaro. Ad ogni tesserato viene fornita una tessera a punti gratuita, assegnati sulla base della composizione del nucleo familiare. Ogni mese il beneficiario ha a disposizione i punti assegnati e può scegliere tra i prodotti, alimentari e non, presenti all’interno del supermercato.

Numeri

Nel 2017 sono state 475 le famiglie che sono state assiste da #EmporioRimini, vuole dire un totale di 1.883 persone tra cui 660 sono bambini di età compresa tra 0 e 15 anni.

All’Emporio non si fa solo la spesa, che già di per sé è fondamentale per una realtà famigliare in difficoltà economica, ma rappresenta anche un luogo di accoglienza dove gli adulti mantengono dignità, scegliendo i prodotti dagli scaffali mentre i propri figli giocano o disegnano nello spazio dedicato ai bimbi.

Questa dimensione di normalità, di fare la spesa come in un qualsiasi supermercato, aiuta ad alleggerire un periodo della vita costellato da fatiche e sacrifici, e in cui è possibile attivare diverse forme di solidarietà.
Il progetto si sostiene con la raccolta di eccedenze del mercato alimentare e dei prodotti non commerciabili, ma ancora commestibili, conferiti gratuitamente dalle industrie alimentari del territorio di Rimini, attraverso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e le forniture gratuite attribuite attraverso la piattaforma della Regione Emilia Romagna (S.I.R) destinate a Onlus che le distribuiranno a persone e famiglie che hanno il bisogno primario del cibo.

“È quasi 5 mesi che vengo all’emporio – raccolta una delle beneficiarie – e per fortuna direi che c’è. Ormai è un anno che non lavoro più e il mio compagno riesce a fare solo lavori saltuari in estate. Abbiamo una bimba piccolina di 6 anni che ha cominciato la scuola. All’inizio è stato molto difficile chiedere aiuto, poi mi sono detta che l’orgoglio andava messo da parte. Tutti i giorni cerchiamo un lavoro, ma trovo solo qualche ora di pulizia ogni tanto e non basta. Questa spesa gratuita è un grande sollievo, perché so che possiamo mangiare a casa. Posso cucinare per la mia famiglia. E fare una spesa a mia immagine, con le cose che ci servono. Ho ricominciato ad uscire di casa. Qui mi aiutano anche a parlare dei miei problemi e questo è molto importante. Mi è tornata un po’ di fiducia di poter ricominciare”.

Fabrizio F. è un pescatore di Rimini a cui è stata demolita la barca ed ora si trova senza lavoro. “Da febbraio vengo all’emporio per fare la spesa almeno un paio di volte. Con me porto spesso anche i miei bambini di 3 e 5 anni e qui stanno bene, si divertono a giocare nello spazio-bimbi e a volte tornano a casa con un gioco o un libro da leggere che le volontarie gli hanno regalato”.

Lidia M. tre figli e un marito disabile. “All’inizio mi vergognavo, non avevo mai avuto bisogno di un aiuto. Poi mi sono decisa perché ero davvero in difficoltà. Quando sono ritornata a casa sorridevo, avevo fatto una grande spesa. E allora miei figli mi hanno chiesto se avessi trovato un lavoro. Ho risposto che no, non l’avevo ancora trovato ma che ero felice perché oltre alla cena avevo incontrato un’altra famiglia! Ora mi accompagnano anche loro quando possono, perché hanno voluto conoscere tutte le persone che ci hanno sostenuto e ridato un sorriso”.

Il festival

Sabato 27 ottobre si è svolto a Soliera il terzo Festival degli Empori Solidali dell’Emilia Romagna, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti dei diversi empori.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Soliera, Roberto Solomita e di  Alberto Belelli, Servizi Sociali e Sanitari dell’Unione delle Terre d’Argine, ha preso la parola il prof. Stefano Zamagni dell’Università di Bologna, parlando di Economia del Dono.

Ha chiarito la distinzione tra dono e donazione. “Il valore del dono – ha detto Zamagni – è dato dalla relazione che si crea, dal rapporto tra chi dona e chi riceve, invece il valore della donazione è determinato dall’entità della offerta, senza bisogno di stabilire alcun contatto. Il volontario non fa una donazione, perché dona sé stesso all’altro (in termini di tempo o di attenzione) instaurando un rapporto anche di natura empatica.
L’economia di mercato, di oggi, è in linea con la donazione e l’atto di elargire da parte delle persone più ricche si chiama filantropia, che non ha nulla a che vedere con la solidarietà.
Già nel 1300 i francescani rammentando le parole di Seneca avvertivano che ‘l’elemosina aiuta a sopravvivere non a vivere, perché vivere vuol dire produrre (ovvero sviluppare appieno le proprie potenzialità)’.
Concludendo l’intervento, Zamagni ha sottolineato l’importanza di praticare il dono ed ha preso come esempio gli Empori Solidali, per la modalità di intervento sulla comunità per 4 ragioni.
“Perché costituiscono una sussidiarietà circolare così come espressa negli articoli 118 e 119 della costituzione italiana; si realizza il rispetto del portatore di bisogno; si educa il portatore di bisogno alla reciprocità; e si crea un welfare generativo dove il portatore di bisogni diventa anche portatore di risorse”.

Infine Zamagni ha evidenziato l’importanza della comunicazione, “perché gli empori devono saper informare sui principi su cui si basano non sui numeri, per contagiare la società alla relazione”.
Sono poi seguiti gli interventi di Angela Artusi e Andrea Vorabbi, che hanno parlato della responsabilità sociale d’impresa e dell’attività del gruppo di logistica della rete degli empori dell’Emilia Romagna; e Tiziana Giurati di Nordiconad che ha raccontato l’iniziativa “spesa sospesa” intrapresa da Conad.

Tanti, gli interventi della mattinata, tra cui: Stefano Trasatti (CSVnet) per esporre alcuni dati della ricerca nazionale sugli empori, Emilia Muratori (Pres. Unione Terre dei Castelli) per raccontare le buone prassi dell’Emporio di Vignola, Lucrezia Arienti (Coop. Agire Sociale) per riportare l’esperienza del “Mantello di Pomposa”, Alberto Battini  (Coop. Eortè) per presentare i servizi del “Il Pane e le Rose”, e Giovanni Gallo e Marco Ranuzzi (Centro Analisi Politiche Pubbliche, Univ. Modena) per mopstrare i dati della loro ricerca svolta presso l’emporio Portobello di Modena.
Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda sulle misure di contrasto alla povertà in Emilia Romagna, moderata da Gianpietro Cavazza. Hanno partecipato: Anna Zonari (Rete Empori Solidali Emilia Romagna), Monica Raciti (regione Emilia Romagna), Gianluca Benini (fondazione Banco Alimentare), Sandro Bandì (delegato Caritas Regionale), Monica Rasi (Croce Rossa Italiana di Modena).

Il Crowfunding

Ripartiamo da un dato: nel 2017 sono state 475 le famiglie che sono state assistite dall’ Emporio Solidale. 475 famiglie vuole dire un totale di 1.883 persone tra cui 660 sono bambini di età compresa tra 0 e 15 anni.
Dalla sua apertura tanto è stato fatto, ma EmporioRimini vuole fare di più.
Abbiamo un obiettivo, irrinunciabile: arrivare nel 2018 a sostenere 500 famiglie!
Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto, basta anche poco per far diventare il nostro obiettivo l’obiettivo di tutti.

Il sito www.eticarim.it ospita progetti legati alla solidarietà di varie associazioni del territorio riminese. Dal 5 al 27 novembre si svolge il mese del dono: per ogni donazione da parte degli utenti, Crédit agricole raddoppia l’offerta aggiungendo la stessa cifra.
Per donare è sufficiente andare sul sito, scegliere il progetto Obiettivo 550 famiglie! e donare. Oppure si può andare direttamente all’indirizzo: https://www.eticarim.it/progetti/obiettivo_500_famiglie_342/dona.html

Info: via Spagna, 26, Rimini
Orari: martedì e giovedì dalle 15 alle 18, e mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.
Tel. 0541 740930

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