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Nazionale Politica

Bando periferie, Milleproroghe approvato alla Camera. Il PD risponde a Croatti

In foto: i rappresentanti del PD in piazza
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 15 set 2018 12:39
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Al termine della seduta fiume di venerdì, la Camera dei deputati ha approvato il decreto Milleproroghe con 285 voti favorevoli, 106 contrari e 4 astenuti. Il testo ora la prossima settimana passerà al Senato per la definitiva trasformazione in legge. Il testo conferma, come noto, il blocco dei finanziamenti previsti dal Bando per le Periferie. Il recupero dei finanziamenti era stato promesso ai Comuni nei giorni scorsi dal premier Conte attraverso altre strade: un decreto a stretto giro per sbloccare i fondi.

Intanto il gruppo del PD di Rimini risponde al senatore riminese del Movimento 5 Stelle Marco Croatti che a sua volta aveva accusato il Partito Democratico di ostruzionismo pregiudiziale in aula per avere respinto votato contro una raccomandazione che impegnava il Governo a dare seguito all’accordo con Anci (vedi notizia): “La promessa del Governo a Anci, o meglio di Conte ai Sindaci (che non è un accordo, visto che i Sindaci stanno facendo i ricorsi ai Tar e che non c’è nulla di scritto ) dice che il governo si impegna a risolvere il problema in un “futuro provvedimento”. Ma intanto quello che è reale e inequivocabile al momento è l’approvazione del decreto milleproroghe “cancella periferie” avvenuta venerdì notte, decreto che rimanendo così inalterato contiene 1,1 miliardi di tagli al progetto periferie che significa il venir meno anche dei 18 milioni di euro per Rimini. Non c’è stata alcuna proposta di modifica al testo del Decreto Mille Proroghe che introducesse o che facesse almeno riferimento a quanto promesso dal premier Conte ai Sindaci. Promessa che ripetiamo, è rimandato ad un futuro speriamo prossimo. Promessa che non è altro che il ripristino della legalità. E allora ci chiediamo secondo l’illustre Senatore che cosa mai si sia votato alla Camera se non l’effettivo taglio di risorse ai Comuni partecipanti al Bando Periferie, visto che della promessa nel testo non vi era traccia; e visto che fino a prova contraria la “raccomandazione volta a richiamare il governo per promesse future” di cui parla Croatti non è materia di voto, non è un atto ammistrativo, non un emendamento scritto che cambia qualcosa . È zero”.

“Noi non molleremo finché non otterremo Atti e fatti concreti per le città e le periferie – proseguono i rappresentanti del gruppo PD – E stia tranquillo Croatti hanno capito tutti che se mai si otterrà qualcosa non lo si dovrà a chi fin dal giorno dopo la cancellazione delle risorse per le periferie ha detto che era giusto e bene che fosse così ,ma alla sana giusta e trasparente battaglia di cittadini, sindaci e amministrazioni che si sono battuti per ripristinare la legalità e onorare contratti firmati per progetti che miglioreranno la vita di tanti”.

A Croatti si rivolge anche il deputato forlivese del PD Marco Di Maio: “L’accordo governo-Anci (che non è un accordo, visto che i sindaci stanno facendo i ricorsi ai Tar e che non c’è nulla di scritto) prevede la promessa da parte del governo di risolvere il problema in un “futuro provvedimento”. Ma intanto il decreto approvato venerdì è rimasto inalterato, e contiene il taglio al progetto periferie che significa il venir meno anche dei 18 milioni di euro per Rimini. Non c’e stata alcuna proposta di modifica del testo che introducesse l’accordo tra Governo e sindaci, che è solo verbale. Se invece l’onorevole senatore ci dimostra che il testo di legge (art.13, commi 2 e 3) non contiene questo taglio, siamo pronti ad offrirgli una cena”. Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali alla Camera, che ha seguito da vicino l’iter del decreto Milleproroghe e le questioni inerenti le città romagnole.

“Poi, già che c’è, occorre che spieghi ai Riminesi anche il motivo del voto contrario del suo partito non solo a tutti gli emendamenti in commissione – aggiunge il parlamentare -; non solo alla nostra proposta di tradurre subito il fantomatico accordo con ANCI in norma di legge da inserire nel Milleproroghe (e lo avremmo votato anche noi); ma anche a tutti gli ordini del giorno presentati in Aula per assicurare i finanziamenti previsti dal bando e, tra l’altro, persino quelli specifici per Rimini”.