lunedì 17 dicembre 2018
di Redazione   
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sab 11 ago 2018 16:20 ~ ultimo agg. 12 ago 14:30
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Se Rimini annuncia esposti e ricorsi per la vicenda del bando delle periferie, il sindaco di Misano Stefano Giannini presenta un esposto contro il Ministero dell’interno sulla gestione dei fondi della direttiva “spiagge sicure”. Il Comune di Misano è stato infatti escluso dai finanziamenti per una questione di interpretazione: attenendosi alle indicazioni del bando, spiega Giannini, Misano ha presentato un’istanza insieme a Riccione, con la quale gestisce congiuntamente la Polizia Municipale. Ma il Ministero ha poi inteso che i finanziamenti erano per tre soli comuni a provincia (amche Cattolica e Bellaria vi hanno fatto accesso ) e non tre istanze. Per cui Il finanziamento è andato solo a Riccione e non a Misano. Con una riflessione politica: “l’affidamento sull’imparzialità, indipendentemente dal colore politico, è la base affinché il sistema istituzionale rimanga credibile”.

L’intervento del sindaco Giannini:

Lunedì presenterò alla procura della Repubblica per il tramite dei Carabinieri di Misano l’esposto  che avrà i seguenti contenuti e derivante dai seguenti fatti:
Il giorno 12 luglio, in occasione del Comitato provinciale per la sicurezza pubblica, Il Prefetto Tramonti ha informato i Sindaci che era appena pervenuta una direttiva del Ministero dell’interno Salvini che stanziava fondi ai Comuni non capoluogo, quindi per Riccione, Misano, Bellaria e Cattolica, per il contrasto all’abusivismo commerciale in spiaggia.
Nell’occasione si esaminava la Direttiva, molto semplice, che metteva un tetto di 50 mila euro per Comune, stabiliva che non potevano essere prodotte più di tre istanze per Provincia corredate da progetto e laddove il progetto presentato era unitario e riguardava Comuni contermini il contributo complessivo si innalzava a 100 mila euro. Nella discussione nell’ambito del Comitato per la sicurezza si conveniva che, avendo i Comuni di Misano e Riccione un unico Comando intercomunale di Polizia Municipale e che da un decennio i due Comuni svolgevano unitariamente il contrasto all’abusivismo commerciale con uno speciale Nucleo unitario, su una spiaggia che fisicamente non ha soluzioni di continuità (tranne il canale del porto di Riccione) era opportuno che presentassero un’istanza congiunta. Quindi, pur essendo 4 i comuni, le istanze, come prevedeva le direttive, sarebbero state solo tre. in quanto Riccione e Misano avrebbero presentato necessariamente una domanda come soggetto unitario e con un progetto unitario, che avrebbe così potuto beneficiare anche del contributo maggiorato previsto in direttiva.
Il progetto per il soggetto unitario e associato Misano e Riccione è stato redatto dal Comandante del Corpo intercomunale di polizia municipale Pierpaolo Marullo e sottoscritto congiuntamente dai due Sindaci e dai responsabili finanziari dei due Enti; si tratta di un progetto con forti connotati unitari, perché il servizio ormai da un decennio viene svolto da pattuglie di agenti di PM indifferentemente dipendenti da uno o l’altro dei due Comuni, con mezzi comuni, su una spiaggia che non ha soluzione di continuità. Nel merito il contributo per il progetto unitario di 100 mila € veniva richiesto per acquistare 2 autoveicoli, adatti sia alla spiaggia che al fuoristrada in modo da poter perseguire anche eventuali magazzini nascosti in campagna, e per installare due postazioni di videosorveglianza nei punti di maggior assembramento turistico, vale a dire Piazza Roma a Riccione e Piazza Roma a Misano (le piazze si chiamano casualmente in modo uguale).
Come previsto dalla Direttiva, le tre istanze della Provincia di Rimini, vale a dire quelle di Bellaria e Cattolica e quella unitaria di Misano e Riccione, venivano sottoposte al Comitato provinciale per la sicurezza pubblica del 19 luglio, i cui componenti, dopo l’approvazione e sottoscrizione da parte dei 4 sindaci di un un atto aggiuntivo al Patto per la sicurezza della provincia di Rimini , formalità pure prevista dalla Direttiva Salvini, “esprimevano parere favorevole per i tre progetti
presentati, in quanto necessari a rafforzare l’ordinaria attività posta in essere nella lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, al fine di ridurre il fenomeno”.

Quindi le tre istanze, munite anche di tale parere, prendevano la via del Ministero dell’Interno. In data 30 luglio da parte del Vice Prefetto Pintor perveniva al Comune di Misano la nota secondo la quale il Ministero dell’interno aveva comunicato che la domanda del Comune di Misano non era stata ammessa al finanziamento.
Contattato telefonicamente il Vice Prefetto, il sottoscritto faceva presente che c’era un evidente errore, in quanto il Comune di Misano non aveva presentato alcuna richiesta di finanziamento, Infatti era stata presentata una domanda congiunta dei Comuni di Misano e Riccione per un progetto unitario redatto dal Comandante del Corpo intercomunale di Polizia municipale, soggetto associato, quindi, ben diverso dal Comune di Misano. Nel contesto si apprendeva invece che oltre alle domande di Cattolica e Bellaria era stata accolta anche la domanda del Comune di Riccione, soggetto che, come Misano, quale Ente singolo non aveva presentato alcuna domanda, avendola presentata come Ente associato, che è soggetto diverso.
Poche ore dopo il sottoscritto riceveva una telefonata molto cortesemente del nuovo Prefetto Camporata, appena insediatosi nella sede di Rimini, che assicurava che avrebbe approfondito con il Ministero la palese anomalia.
L’8 agosto Il Prefetto convocava i sindaci coinvolti illustrando la risposta del Ministero: in sostanza (benchè nella direttiva fosse chiaramente esposto che erano ammissibili ”tre istanze” per Provincia e non tre Comuni per Provincia) il ministero riteneva che si dovesse intendere 3 Comuni per Provincia e che (benchè nel bando fosse specificato solo il contributo massimo di €.50.000 per comune e di € 100.000 per domande congiunte di comuni contermini e nulla si esplicitava circa un limite di finanziamento di €.150.000 per Provincia) il Ministero riteneva che la somma complessiva per provincia ammontava a €.150.000.
Il Prefetto correttamente trasmetteva una nota scritta sul responso del Ministero in cui esplicitava le motivazioni ministeriali, nella quale si legge: il Comune di Misano pur escluso, “potrà essere ammesso in compartecipazione al finanziamento riconosciuto al progetto congiunto presentato con il contermine Comune di Riccione, secondo le modalità di ripartizione che i due comuni vorranno d’intesa concordare”.
Il Sindaco di Riccione ha riferito davanti al Prefetto che ritieneva il finanziamento di sua esclusiva competenza ma che il fuoristrada, quando necessario, avrebbe potuto essere impiegato anche sulla spiaggia di Misano; del resto questo, però, già ciò avviene da anni in base alla Convenzione del Corpo intercomunale: infatti secondo le direttive del Comando unico e per le necessità del nucleo congiunto antiabusivimo commerciale i veicoli sia di Riccione che di Misano (e in realtà in prevalenza sono utilizzati quelli di Riccione che è meglio dotato) sono usati indistintamente sull’intera spiaggia dei due Comuni. Anche oggi, per esempio, un mezzo di Riccione sostituisce un veicolo di Misano in riparazione.
Il Problema non è questo. Il problema è che sono state commesse delle gravi irregolarità.
Il testo chiaramente univoco della direttiva, che è procedura di evidenza pubblica, è stato palesemente distorto. Si esplicitava che erano ammissibili tre istanze (e non tre comuni); c’era una premialità per domande congiunte ma non c’era alcun limite di finanziamento per Provincia (€150.000) Ma soprattutto in una procedura di evidenza pubblica non si può sostituire un soggetto istante, costituito da due Comuni associati, con soggetti che pur essendo membri dell’associazione sono, singolarmente presi, soggetti diversi dall’Associazione. Non esistevano una domanda di Riccione e una domanda di Misano; c’era invece una istanza di un soggetto diverso costituito da un’associazione di Enti, con un progetto comune, che aveva una funzionalità proprio come progetto comune, che pertanto non poteva essere manipolato ed estrapolato arbitrariamente.
Valuterà la Procura se ci sono profili penali ed eventualmente chi siano i responsabili; ma reputo il fatto gravissimo. E si presta anche interpretazioni politiche, che molti mi hanno fatto notare e sulle quali confido invece si possa fare chiarezza. I Comuni partecipano a molti bandi o a suddivisione di investimenti e l’affidamento sull’imparzialità, indipendentemente dal colore politico, è la base affinché il sistema istituzionale rimanga credibile. Per esempio due anni fa ho partecipato ad un bando Regionale per fondi europei sul recupero a fini turistici del patrimonio immobiliare storico: Misano aveva proposto il recupero della ex sede Comunale, ma è stato sopravanzato dalla proposta del recupero della Vecchia Fornace di Riccione. Bene, vuol dire che la commissione ha valutato più
meritevole quel progetto. Recentemente Misano ha partecipato al bando per l’impiantistica sportiva per la realizzazione di una tensostruttura, ma è stato sopravanzato da Cattolica con il progetto di riqualificazione dello stadio. Bene: è la prova che in entrambi i casi la Regione ha guardato al merito.
Anche io, nel mio ruolo di Coordinatore dell’Ambito locale per i servizi idrici e di membro di ATERSIR, che deve decidere sugli investimenti in reti, fogne e depuratori, sono chiamato dai miei colleghi Sindaci a trovare la soluzione più equa che risponda ai bisogni e alle urgenze e non ai colori politici.
Mi riconosceranno senz’altro i colleghi di Bellaria, Cattolica e Riccione, perché lo sanno, quanto ho fatto per anticipare nel piano d’ambito un tratto di fogna, uno sdoppiamento di rete, una vasca di laminazione, mediando, consigliando e resistendo a pressioni diverse. E posticipando investimenti sul mio territorio per far tornare i conti, consapevole che le esigenze di altri erano prioritarie. Perché le istituzioni sono le istituzioni e ci si deve stare con serietà.

Spero proprio che Quer pasticciaccio brutto de via der Viminale (cit. C.E.Gadda) venga chiarito colpendo i responsabili del pasticcio senza implicazioni di pericoloso dilettantismo politico.

 

 

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