lunedì 18 febbraio 2019
di Redazione   
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ven 23 feb 2018 12:50 ~ ultimo agg. 15:21
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Via libera dalla Giunta di Rimini ai criteri per le assegnazioni di alloggi emergenza abitativa. 45 quelli attualmente dedicati per nuclei familiari in difficoltà e segnalati dai servizi sociali territoriali tramite il “Gruppo di valutazione” intersettoriale. In particolare il 38% dei nuclei ospitati proviene dal servizio di salute mentale, il 16% dalla tutela minori, l’11% dallo svantaggio sociale, il 6% dal servizio disabili, e il 5% dal servizio anziani e dipendenze (sert).

Codice disciplinare. Proprio quella del gruppo di valutazione, spiega l’amministrazione, è l’elemento cardine sul quale si focalizza il servizio che è, a tutti gli effetti, un servizio di assistenza e protezione sociale. Un servizio temporaneo per rilanciare gradualmente l’autonomia e che ha un turnover più elevato. Fondamentale non solo la variabile economica e abitativa in senso stretto ma il progetto di sostegno, che comprende la progressiva autonomia delle famiglie coinvolte. Un progetto da cui consegue anche la definizione del canone di locazione a carico dell’assegnatario (che compartecipa alle spese), la periodica verifica sull’assolvimento di quanto concordato dal progetto e la valutazione sulla conclusione del servizio.

Come funziona. Il gruppo di valutazione analizza la condizione dei nuclei segnalati dai diversi servizi sulla base di criteri quali: lo stato di avanzamento di uno sfratto, l’impossibilità di condividere spazi con congiunti, parenti o terzi, problemi legati alla sfera dell’autonomia e della genitorialità, la non capacità del nucleo di accostarsi al mercato abitativo

Il commento.Il concetto di base è la responsabilizzazione dei nuclei coinvolti– spiega Gloria Lisi, Vice Sindaco con delega alla protezione sociale del Comune interviene – principio rinforzato con il disciplinare appena approvato. A fianco dell’edilizia residenziale pubblica il Comune interviene anche con servizi ad hoc di tipo sociale, con cui diamo risposte a tipologie di persone un tempo fuori dai canali assistenziali. La casa è posta in questo caso a servizio di un progetto più ampio di progressiva autonomia dei nuclei coinvolti, in cui il progetto assistenziale, e il suo rispetto, gioca un ruolo predominante rispetto quello esclusivamente economico. Un cambio di prospettiva che professionalizza l’intervento grazie ai diversi servizi e professionisti coinvolti”.

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