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Attualità Riccione

Ordinanza contro elemosina molesta. Andruccioli (PD): non fa onore a città

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 28 nov 2017 19:16 ~ ultimo agg. 19:18
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Perché fare un’apposita ordinanza contro l’accattonaggio quando già esiste un regolamento di Polizia urbana, approvato sempre dall’amministrazione Tosi, che prevede il divieto di “praticare accattonaggio con molestia o insistenza, ovvero praticarlo in corrispondenza degli impianti semaforici o intersezioni stradali quando possono arrecare intralcio, disturbo oppure costituire pericolo per sé o per gli altri”. Lo ha chiesto ieri sera con un’interpellanza in Consiglio Comunale il consigliere del Partito Democratico Cristian Andruccioli in merito all‘ordinanza in materia di decoro e sicurezza urbana adottata il 21 novembre che dispone il divieto di accattonaggio e mendicità molesta durante le festività natalizie.

Per Andruccioli, un’ordinanza non necessaria se non per soddisfare un certo elettorato: “Chiaramente – recita l’interpellanza – siamo tutti d’accordo sul fatto che ogni persona ha diritto a non essere molestata o disturbata con insistenza mentre svolge le sue attività quotidiane. Tra l’altro nel caso in cui l’accattonaggio risulti molesto – per esempio, perché chi chiede l’elemosina lo fa in maniera insistita fino a molestare una persona – può configurarsi il reato di violenza privata previsto dall’articolo 610 del Codice Penale. Ancora, l’accattonaggio praticato con animali può essere considerato una forma di maltrattamento degli stessi, e in quanto tale punibile sulla base dell’articolo 544-ter del Codice Penale. Infine, se vengono impiegati dei minorenni (magari adolescenti non mandati a scuola o neonati tenuti al freddo) si può riscontrare il reato di maltrattamenti verso i fanciulli previsto dall’articolo 572.

Mentre per quanto riguarda il semplice accattonaggio giova ricordare che dal 1999 l’articolo 670 del c.p. (che puniva appunto il reato di accattonaggio) non fa più parte dell’ordinamento italiano, essendo stato abrogato con la legge n. 205 del 25 giugno di quell’anno, che ha recepito le indicazioni contenute nella sentenza n. 519 del 28 dicembre del 1995 della Corte Costituzionale, in cui veniva dichiarato illegittimo dal punto di vista costituzionale il primo comma dell’articolo (quello che puniva l’accattonaggio con la reclusione fino a tre mesi). Secondo la Consulta, infatti, non poteva essere considerata illegale una mera richiesta di elemosina avanzata solo per ottenere solidarietà umana, in quanto non in grado di intaccare la tranquillità pubblica né di mettere in pericolo l’ordine pubblico.

Tra l’altro l’ordinanza del Sindaco va a vietare “qualsiasi forma di accattonaggio, la mendicità, ancorché non molesti, bivacchi o utilizzo improprio di beni pubblici (fontane, panchine, e similari), quando rechino intralcio alla circolazione o alla regolare fruizione e al decoro degli spazi e luoghi pubblici e aperti al pubblico, con particolare attenzione in relazione alla Zona a Traffico Limitato e alla zona turistica”. Come dire non roviniamo il Natale dei riccionesi e dei loro ospiti con la vista sgradevole di chi è più sfortunato di noi e che non ha trovato purtroppo altra strada e risposta nella vita che ridursi a chiedere l’elemosina”.

“Fa quasi sorridere – si legge ancora – pensare di poter arginare il fenomeno con un’ordinanza che non ha assolutamente nessuna efficacia deterrente, poiché punire con una sanzione pecuniaria chi non ha nulla non ha veramente senso.

Forse sarebbe meglio che chi ha responsabilità di governo in una comunità cittadina si occupi del perché siano sempre più diffuse queste situazioni di disagio economico e sociale. Rendere illegale chiedere l’elemosina è qualcosa di disumano ed arrivare addirittura a voler sanzionare queste persone non ci fa onore perché è solo un modo per semplificare una tragedia umana che è sotto i nostri occhi”.

Andruccioli ha richiesto risposta scritta e orale.

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