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Politica Riccione

Vescovi: Da Palazzo del Turismo a Palazzo della Cultura e convertire l’incompiuta arena all’ex Fornace

In foto: La candidata per il centrosinistra Sabrina Vescovi
di Lucia Renati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 5 mag 2017 19:24 ~ ultimo agg. 19:30
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ex fornace
Il Palazzo del Turismo che diventa Palazzo della Cultura è uno dei punti del programma di Sabrina Vescovi il candidato sindaco del centrosinistra.
Solo riacquistando la forza di emozionare – dice la Vescovi –  la città tornerà ad essere attraente, per chi ci vive e per chi la sceglie per le vacanze. Ma serve un’operazione d’identità, capacità di non disperdere la memoria e insieme di sognare al futuro. In questo senso la conversione del Palazzo del Turismo in Palazzo della Cultura diventa strategica, non solo per la collocazione in quello che ci piacerebbe riqualificare come Parco La Viola. Si tratta di una struttura con spazi importanti, oggi poco utilizzati, spazi dove poter recuperare e valorizzare archivi preziosi. Tra tutti il fondo del Premio Riccione Teatro, il più antico d’Italia, di cui proprio quest’anno ricorrono i 70 anni. Un Palazzo quindi che sia cuore pulsante della Cultura, al cui interno succede sempre qualcosa e che diventi così anche meta turistica. Un progetto questo da discutere e costruire insieme alle tante e diverse realtà culturali che lavorano sul territorio. Risorse che a Riccione certo non mancano”.come diventerebbe l'ex fornace

Altro luogo della memoria da convertire, con una nuova prospettiva, secondo la candidata Vescovi, l’incompiuta arena nel parco dell’ex Fornace: “Oggi un luogo abbandonato a se stesso, domani spazio ideale per spettacoli e cinema all’aperto. Questa città tra l’altro ha la fortuna di avere un imprenditore capace del settore come Giometti e una manifestazione come Ciné. Sta al pubblico rafforzare le collaborazioni”.
Da ripensare ci sono poi anche tutti quegli spazi – il Castello degli Agolanti, Villa Franceschi, villa Mussolini – che oggi non funzionano come dovrebbero secondo Vescovi: “Servono progetti su misura per poterli rilanciare come luoghi di elaborazione e sperimentazione artistica, vere e proprie residenze creative”.

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