14 novembre 2018

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Mai così pochi nati in Italia. Rimini conferma il calo

Mai così pochi nati in Italia. Rimini conferma il calo

in foto: repertorio

Mai così pochi nati in Italia e Rimini conferma il dato nazionale: nel 2016 sono stati 1.142 i bambini nati, 94 in meno rispetto all’anno precedente. Una flessione che arriva dopo un triennio di sostanziale tenuta. Ma dati ormai ben lontani dal passato: nel 1964 le nascite sfioravano le duemila unità, nel 1984 erano 1.610 nel 1984. Su questi numeri influisce anche la componente straniera con i figli degli immigrati: se nel 2014  si avvicinava al 18% del totale dei nati/anno, nel 2016 la percentuale è salita al 21%.

le nascite nel comune di Rimini

le nascite nel comune di Rimini

Nel suo commento sui dati il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi riflette anche sul welfare, non sempre in grado di dare i pilastri stabili di cui le famiglie hanno bisogno.

“Commentare i dati, nazionali e locali che siano, con scientificità richiederebbe analisi approfondite sull’evoluzione della società in cui viviamo e sul peso della crisi economica nelle dinamiche demografiche. I segnali però delle ragioni di questa inarrestabile detanalità sono ben evidenti se si guarda alla realtà di tutti i giorni con attenzione; una realtà fatta di un’assenza di reddito stabile, di giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e che quindi si staccano con maggiore difficoltà e timori dalla famiglia di origine, di coppie che in assenza di una rete famigliare che possa garantire loro un sostegno non hanno le possibilità di sostenere il carico di un figlio, di donne e uomini costretti a fare i salti mortali per conciliare i tempi del lavoro con le necessità dei figli. Allargare la famiglia al giorno d’oggi non è più solo una prospettiva da accogliere godendosi la gioia e la felicità che questa comporta, ma – usando un approccio molto pragmatico e fuori di retorica – per molti è anche un progetto da costruire solo dopo aver messo pilastri stabili. Le incertezze che contradistinguono la nostra società inevitabilmente sono un freno, ben di più di qualche campagna di sensibilizzazione. E’ necessaria una revisione delle politiche di welfare, che siano maggiormente attente alle nuove esigenze di famiglie sempre più ‘mature’ ma spesso più fragili. Ciò avviene in numerosi altri Paesi europei, c’è da chiedersi come mai anche su questo fronte l’Italia sia indietro per quello che riguarda politiche di ‘quoziente famigliare’ o analoghe che comunque sostengano in misura crescente chi sceglie di mettere al mondo un bambino. Come Comune di Rimini stiamo provando a mettere in campo svariate azioni – dal sostegno alle famiglie numerose, supporto alla genitorialità e alla maternità, agevolazioni alle giovani coppie, family card, contributi affitto e per le utenze, diritto allo studio – iniziative che vanno oltre ai contributi o sgravi di tipo economico. Questo è quanto può fare un ente locale, nella consapevolezza e frustrazione che non basta. Sul fronte del welfare c’è tanto da fare e basta guardare anche a vicine esperienze oltre confine per accorgersi che gli spunti non mancano: noi come amministrazione crediamo fortemente in un welfare di comunità, dove non sia solo l’ente pubblico a farsene carico, ma una sinergia tra pubblico, privato e le diverse componenti della società. A livello nazionale la situazione non è diversa: sono necessari interventi urgenti, strutturali, anche innovativi, per cercare di riempire queste culle sempre più vuote”.

Redazione Newsrimini

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