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Valmarecchia Vita della Chiesa

Venerdì a San Paterniano di Villa Verucchio la Veglia per il lavoro

In foto: la chiesa di San Paterniano
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 28 apr 2016 17:13 ~ ultimo agg. 17:14
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Si terrà venerdì alle 21, presso la parrocchia San Paterniano di Villa Verucchio, la tradizionale Veglia in occasione del 1 Maggio, festa del lavoro e memoria liturgica di San Giuseppe Lavoratore.

Organizzata dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale, diretto da don Antonio Moro, la Veglia è itinerante: ogni anno è ospitata in un luogo significativo della Diocesi di Rimini, ovvero dove vi è una presenza di realtà lavorative significative (Villa Verucchio, San Giovanni in Marignano, Cristo Re a Rimini per la presenza sul suo territorio delle Officine di Trenitalia, Villaggio I Maggio etc, Colonnella).

La scelta del luogo quest’anno è caduta sulla parrocchia della Valmarecchia di Villa Verucchio, una realtà di circa 7.500 abitanti nella quale il tema del futuro si intreccia con quello del lavoro, con la presenza di numerose aziende (tra le quali Scm) e di tanti giovani.

Durante la serata sarà ospitata la testimonianza di speranza di tre giovani che che si stanno costruendo una propria vita e che nel lavoro trovano un tassello fondamentale. Michele, ventenne, impegnato nella Gioc e nel lavoro; Bleir, un giovane albanese che si sta inserendo grazie all’associazione Agevolando; e Filippo, della Papa Giovanni XXIII, lavoro attento all’inserimento di persone normalmente “scartate”.

Si tratta di un momento di preghiera e di riflessione. La veglia di preghiera ha per titolo “Giovani, lavoro e fonte di vita” e sarà presieduta dal Vescovo di Rimini, S.E. mons. Francesco Lambiasi. Scandita in quattro momenti, la Veglia è stata preparata dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale insieme ai vari gruppi, a partire da una frase di papa Francesco: “Il valore primario del lavoro è il bene della persona umana, perché la realizza come tale, con le sue attitudini e le sue capacità intellettive, creative e manuali. Da qui deriva che il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l’uomo e la sua dignità”.