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Unindustria: da Carim segnali positivi, approfondire ipotesi fusione

In foto: Paolo Maggioli, presidente di Unindustria Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 dic 2015 12:15 ~ ultimo agg. 12:33
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Il piano industriale di Carim permette di guardare al futuro con un certo ottimismo, purché le azioni più urgenti siano intraprese subito e il rinnovo della presidenza della Fondazione previsto nel 2016 non rallenti l’attività. Lo afferma Unindustria Rimini, che nel recente passato aveva più volte espresso preoccupazione sullo stato della principale banca riminese, in una nota dove non si entra, invece, nelle vicende giudiziarie che interessano l’istituto. Bene, per gli industriali, anche la nomina di un advisor per valutare ipotesi di fusione.


L’intervento di Unindustria Rimini:

Il Consiglio Direttivo di Unindustria Rimini in una recete riunione ha affrontato il tema del credito e l’occasione della presentazione del piano industriale di Banca Carim, permette di tornare su un argomento che gli sta molto a cuore, quello di Banca Carim e Fondazione Carim.
Il Consiglio non ritiene di dovere entrare nelle altre questioni apparse recentemente sulla stampa poiché esprime massima fiducia nell’attività della magistratura. Preme, invece, ribadire che Banca Carim deve superare questa fase critica per potere ancora svolgere appieno il ruolo da protagonista nel panorama dell’economia locale.

Prendendo le mosse dalla presentazione del piano che si ritiene basato su presupposti orientati verso la crescita, si può guardare con sufficiente fiducia al futuro stemperando le preoccupazioni emerse in questi mesi.
Si è convinti che come in ogni passaggio complesso gli italiani abbiano fatto emergere il meglio di sé, così i riminesi, anche in questo caso, sapranno farlo dando supporto alla loro banca.

Se si passa dal campo eminentemente economico a quello sociale, non possiamo dimenticare un altro attore altrettanto importate quale la Fondazione Carim che in questo periodo, come la banca, sta attraversando un momento di forte complessità.
Si riconosce che nonostante ciò, se pur in maniera più limitata rispetto al passato, ha cercato di svolgere un’azione di sostegno al territorio di cui il finanziamento all’attività di Uni.Rimini è un esempio importante.
Già in precedenti prese di posizione si era sollecitato la Fondazione, in qualità di azionista di maggioranza, a partecipare da protagonista allo sviluppo della banca e quindi non si può che accogliere con favore la decisione di nominare un advisor per approfondire l’ipotesi di unione con altri istituti di credito.
Con il piano industriale che Banca Carim ha presentato si è colto un senso di urgenza nel proporre un cambiamento che si auspica possa avvenire anche per la Fondazione sperando, che a causa del cambio della presidenza che avverrà nella prossima primavera, non si fermino le azioni che devono essere intraprese fin da subito.
Azioni che vista la complessità dei problemi devono essere affrontate con spirito manageriale dal futuro presidente a cui occorrerà avere conoscenza dei mercati, tendenza alla proiezioni verso programmi futuri, apertura all’innovazione, sensibilità verso temi sociali e grandissima attenzione verso il territorio. In sintesi, una persona che abbia una forte imprenditorialità.

L’unica cosa che non è possibile permettere è quella di non affrontare con la necessaria tempestività tutte le decisioni e le iniziative che devono essere presto avviate per il rilancio della Banca e nel contempo della Fondazione.

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