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Reati. Nel 2015 diminuiti del 7%. Gnassi: Rimini non è senza controllo

In foto: La polizia in spiaggia (repertorio)
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 30 dic 2015 16:15 ~ ultimo agg. 31 dic 13:02
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Un 2015 un po’ più sicuro in provincia di Rimini. I reati complessivi sono diminuiti del 7%:. -7,38% per i furti, con un calo consistente degli scippi, -11,7%, i furti in abitazione, -10,6%, nei negozi – 9,5% e nelle auto, dove addirittura si registra un -22,9%.

In forte calo anche altri reati che aumentano la percezione di insicurezza tra i cittadini. In netta diminuzione le rapine, -11%, e in particolare quelle in casa – 30% e per strada -12%. Un significativo meno 30% per il reato di ricettazione. Riduzione, anche se meno consistente, per i reati legati allo spaccio, -3%, e allo sfruttamento della prostituzione.

Rispetto al 2014, la questura ha denunciato oltre il 15% in più di persone (961) , mentre il numero degli arrestati è cresciuto di oltre il 10% (243).

Risultati, fa sapere la questura, in linea con l’andamento nazionale, frutto dell’impegno delle forze dell’ordine impegnate sul territorio. Intensa l’attività dell’Ufficio Immigrazione: sono aumentati i decreti di espulsione notificati (236), gli ordini del Questore di lasciare il territorio nazionale (143) e gli accompagnamenti presso i centri di identificazione ed espulsione (52), dove gli stranieri sono trattenuti in attesa di rimpatrio.

Dati che permettono, come già lo scorso anno aveva evidenziato il l’allora prefetto Palomba, di notare un’evidente discrasia tra i residenti, le presenze, si stima che ogni anno siano 17 milioni, e i reati. Stime che dovrebbero portare con se – scrive la questura – uno “scivolamento” di Rimini verso le ultime posizioni delle graduatorie sulla sicurezza. Sia per Il Sole240re che per Italia Oggi è da anni maglia nera.

Il commento del sindaco Andrea Gnassi:

Ringrazio il questore Improta e i suoi uomini per il grande lavoro e l’impegno che ogni giorno mettono al servizio del nostro territorio. Attenzione e capacità che hanno consentito di ottenere ottimi risultati, certificati da un calo complessivo di reati e un aumento del numero delle denunce e di arresti nella nostra provincia. Questi dati ci permettono anche di fare ancora una volta chiarezza sulla reale dimensione della criminalità a Rimini, soprattutto in relazione alla dimensione turistica del nostro territorio e a quelle 17 milioni di presenze annue stimate che inevitabilmente finiscono per ‘viziare’ le consuete classifiche sul grado di sicurezza delle città italiane. La tutela della sicurezza è e resta una priorità, ma i dati illustrati oggi dalla questura sono la dimostrazione che Rimini non è una terra senza controllo in balìa di balordi come qualcuno vorrebbe far credere, aggrappandosi a classifiche decontestualizzate al solo scopo di fare leva sulle paure della gente

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