21 novembre 2018

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Vaccinazioni. Toni (Ausl): con bassa copertura malattie gravi potranno ritornare

in foto: repertorio

Rimini esempio negativo in tema di vaccini a livello nazionale. Ieri il ministro Lorenzin, ospite a La 7, ha invitato gli italiani a non seguire l’esempio della riviera.

In provincia la percentuale di genitori che pratica l’obiezione in tema di vaccini è la più alta in regione e tra le più elevate in Italia. L’allarme è stato lanciato alcune settimane fa dall’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna Venturi. A fronte di un generale calo delle coperture vaccinali, Rimini spicca in tutte le voci: in quelle obbligatorie (difterite, tetano, polio ed epatite B) la copertura nei primi 12 mesi di vita si ferma all’89% contro una media regionale del 94,7. In provincia sono 291 i soggetti totalmente inadempienti all’obbligo vaccinale, di cui 270 obiettori che si sono avvalsi del dissenso informato. Dati bassi anche per le vaccinazioni raccomandate: ad esempio per morbillo – parotite – rosolia la copertura si ferma al 77,5% nei primi 12 mesi di vita.

“Si è perso il ricordo di malattie molto gravi come la poliomelite o la difterite – attacca il dottor Francesco Toni, responsabile Sanità Pubblica Rimini dell’Ausl Romagnai giovani genitori non hanno mai visto queste malattie e non se ne preoccupano. Ma se siamo arrivati a questo punto è merito dei vaccini e se abbassiamo la copertura vaccinale finiremo con l’avere molti bambini che non sono più protetti e così queste malattie, che si trasportano facilmente da un continente all’altro e sono ancora presenti in molti paesi del mondo, potranno facilmente ritornare anche da noi.

Gli obiettori, rileva una ricerca dell’università di Padova, sono spesso le persone più colte che, non si fidano del medico, e cercano altrove le informazioni. Spesso, dicono dall’Ausl, non corroborate dalla scienza. Serve un’informazione corretta.

Dal Governo si esclude però il ricorso a misure drastiche come quella di impedire ai bambini non vaccinati l’ingresso a scuola. Anche se in alcuni Paesi esistono iniziative analoghe.

“In molti paesi anglosassoni – ricorda però il dottor Toni – se i bambini non vengono vaccinati hanno limitazioni nell’ingresso in collettività perché possono essere portatori di infezioni agli altri bambini. Quindi ci sono, ad esempio, limitazioni per entrare nelle scuole. Altra cosa importante è che esistono divieti importanti alle assunzioni negli ospedali anche per infermieri e medici che non si vaccinano. Sono provvedimenti che nei paesi anglossassoni sono normali e non vedo perché non possano entrare nel dibattito anche in Italia.”

Intanto questa settimana è partita anche la campagna di vaccinazione antinfluenzale. Nel territorio riminese sono state distribuite 49.190 dosi. Lo scorso anno la copertura tra i soggetti a rischio fu molto bassa (meno del 50%) e purtroppo si registrarono parecchi ricoveri e alcuni casi gravi: 32 in Romagna con 12 decessi.

. L’intervista integrale al dottor Francesco Toni nella trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale

VACCINI, SENSOLI (M5S): “DALLA LORENZIN SOLO ALLARMISMO, BISOGNA INFORMARE I GENITORI NON MINACCIARLI”

Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità, commenta le dichiarazioni del ministro della Salute sul caso Rimini: “Bisogna aiutare le famiglie a capire non obbligarle a una scelta. Il modello da seguire è quello del Veneto”.

“Sui vaccini il ministro Lorenzin e l’assessore Venturi continuano a fare allarmismo. Come abbiamo più volte ribadito l’azione di contrasto al calo dei vaccini deve essere portata avanti attraverso una informazione seria e scrupolosa, non con minacce e metodi coercitivi che genereranno solo l’effetto contrario”.

È questa il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità, dopo l’intervento del ministro Lorenzin nella trasmissione tv Otto e Mezzo di La7.

“Il ministro nella sua intervista in cui cita il caso di Rimini, dove ha sede anche del Comitato Comilva noto per la sua posizione di contrarietà alle vaccinazioni, rischia di confondere ancora di più le acque su questo tema visto che parla di morbillo che non è tra i vaccini obbligatori. Così si fa allarmismo sociale e non si aiuta le famiglie a capire – spiega Raffaella Sensoli –.

La nostra posizione è chiara: combattere il calo dei vaccini con metodi coercitivi è sbagliato. Non si può impedire l’iscrizione a scuola perché l’istruzione è un diritto tanto quanto la salute.

L’assessore Venturi poi non può pretendere di default la segnalazione alla Procura, ci sono delle regole da seguire: la segnalazione arriva all’Asl che verifica che non ci sia incuria da parte dei genitori. In tale caso allora possono intervenire i servizi sociali ed eventualmente la procura o il tribunale per la tutela dei minori. Diversamente si procurano solo danni alle famiglie”.

Critiche anche nei confronti delle dichiarazioni del vicesindaco Lisi.
“Lei afferma che si ricominciano a segnalare virus che non vedevamo da anni – aggiunge Raffaella Sensolima di quali virus parla? In quali percentuali? Prima di fare allarmismo si dovrebbero divulgare dati precisi, non spot”.

Il modello da seguire, secondo il M5S, è quello del Veneto dove si è cercato di rafforzare sia l’attività di counselling pre-vaccinale che le procedure di offerta attiva e di successiva chiamata in caso di mancata adesione.
“Nei prossimi giorni chiederemo un’audizione in Commissione tecnici che hanno redatto il rapporto della Regione Veneto sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale – conclude Raffaella Sensoli Un approccio serio al problema impone che si faccia la stessa cosa in Emilia Romagna, ovvero assicurare un’informazione corretta, lasciando poi la libertà di scelta consapevole ed intervenendo solo in casi di incuria o palese rischio di epidemia”.

Andrea Polazzi

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