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Gioco compulsivo. Morolli: istituire fascia protetta da luoghi sensibili

PoliticaRimini

2 ottobre 2012, 16:27

Gioco compulsivo. Morolli: istituire fascia protetta da luoghi sensibili

La “fascia protetta”, spiega Morolli, è una soluzione al vaglio del Governo già adottata in alcuni centri alla luce del fatto che sono i bar i luoghi dove si gioca di più.

Il commento di Morolli:

“I problemi legati al gioco sono diventati una cosa seria.
Quello che emerge dai dati forniti dal Sert, in merito ai problemi legati alla dipendenza dal gioco, assumono anno dopo anno riscontri sempre più negativi.
La fase di crisi economica ha, storicamente, un incremento di propensione a cercare un guadagno svelto tramite le possibilità che la Dea bendata fornisce, ma quando questo diventa patologia allora una riflessione va fatta.
Partiamo da alcuni dati, che non sono solo statistica, ma è analisi sociale: se la maggior parte di uomini che ha questo genere di problemi si trova nella fascia 30/40 allora stiamo parlando di giovani padri di famiglia.
E se la maggior parte delle donne che cade in questa patologia è tra i 50/60 anni allora parliamo di “nonne”, figure che sono architravi della struttura famigliare.
Quindi, di fronte ad uno scenario medico anche complesso, dato che le persone che vivono questa condizione sono propense a ricadute, con quali misure si può affrontare e migliorare la situazione ?
Nelle settimane scorse il Governo sta valutando una soluzione ( già messa in atto da comuni come Verbania e Pavia ) che consiste nel non poter mettere, in luoghi pubblici come bar o tabaccherie, le slot macchine nelle vicinanze ( 500 metri ) da luoghi sensibili come ospedali, scuole, centri anziani.
Dato che sono i bar ( circa 80% dove si gioca ) i luoghi dove c’è la maggior concentrazione di giocatori questa potrebbe una idea praticabile.
Infine una nota: capisco i sindacati del settore, ma dire che abbassare il numero di slot macchine presenti porterebbe minori introiti allo Stato sarebbe come dire che lo Stato deve cancellare il trasporto pubblico perchè se si usa, maggiormente, il mezzo privato c’è più introiti per lo Stato mediante le alcise della benzina.
Insomma, qui non vale tutto e anche se “il denaro non puzza” c’è modo e modo per aumentare le entrate nelle casse statali.
I dati del Sert tratteggiano una situazione preoccupante, che vede varie fascie anagrafiche coinvolte; adesso – con le misure già attuate e che, a livello nazionale, si stanno valutando – è ora di mettere in campo azioni incisive per limitare un fenomeno tenuto sotto gamba”.

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