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Ambiente Rimini

Antenna sul palas. Il comitato delle 1.000 firme in commissione. Iter bloccato

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ven 19 ott 2012 17:36 ~ ultimo agg. 00:00
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L’iter per l’installazione della seconda antenna di telefonia mobile sul Palacongressi di Rimini è attualmente bloccato. Il comune ha dato parere condizionato (comunque non vincolante), manca la valutazione dell’ASL. Quando arriverà, l’antenna si metterà. Il succo è questo, anche se oggi è stato detto in termini meno brutali, visto che nella saletta commissioni consiliari c’erano circa 15 membri del comitato lastronavechefuma che ha raccolto 1.000 firme contro l’ecomostro. C’erano l’architetto Remo Valdiserri, dello sportello unico delle attività produttive, responsabile pro-tempore del procedimento per il rilascio delle autorizzazioni per le antenne di telefonia mobile, che ha detto che l’impianto è compatibile. I motivi che potrebbero impedire l’installazione dell’antenna dovrebbero essere esclusivamente di natura urbanistica e radioelettrica e, dai rilevamenti effettuati, non esisterebbe nessuna di queste condizioni. Nemmeno il comune potrebbe respingere la richiesta. Anche la dottoressa Maria Teresa Bagli dell’Arpa, in netto contrasto con i dati esposti dal portavoce del comitato, ha ribadito che non c’è nessun pericolo che le radiazioni elettromagnetiche superino i 6 volt/metro, limite di legge. L’arpa, ha detto, effettua verifiche dal 2001 su siti sensibili, in questi anni ne sono stati individuati due e si è intervenuti, ridimensionando il campo elettromagnetico. Al momento, dunque, non c’è nulla che possa impedire l’installazione della nuova SRB (stazione radio base).
Mentre nella saletta continuavano a squillare i cellulari, Nazario Pedini, direttore tecnico di Rimini fiera, ha ricordato che avere la copertura di telefonia è un vantaggio per tutti. Assente, seppur convocata, l’ASL.
In definitiva oggi i tecnici e le istituzioni hanno cercato di tranquillizzare i cittadini dicendo che nessuno ha interesse a disattendere i parametri fissati dalla legge (30/2000) né tantomeno ledere la salute dei cittadini.
‘Avendo bloccato l’iter e chiediamo delle integrazioni e modifiche al progetto che il gestore può scegliere di fare o no. Ha detto Sara Visintin – assessore all’ambiente del comune di Rimini – I cittadini percepiscono come fondamentale il diritto di accesso all’informazione e alla comunicazione. Bisognerebbe riuscire a tenere insieme Ministero delle Telecomunicazioni e della Salute per garantire a tutti accesso e salute, e io credo che questo sia stato fatto’.
A parte qualche botta e risposta fuori programma perché alcuni consiglieri non hanno gradito la presenza ‘invadente’ del comitato e le affermazioni ritenute demagogiche da parte di alcuni rappresentanti di partito, il comitato ‘lastronavechefuma’, forte delle sue 1.000 firme, si ritiene parzialmente soddisfatto del risultato di oggi: tra le proposte, quella di fare a breve un consiglio comunale aperto dedicato al tema e intervenire sul ‘roaming’. Ovvero, affidare al nuovo gestore una delle tre celle già presenti. ‘L’Arpa ha un ruolo importantissimo e sta facendo un ottimo lavoro nella nostra città – ha detto il portavoce del comitato – ma non dobbiamo aspettare di arrivare ai 6 v/m perché sono veramente tanti. Già a 0,8 v/m si possono avere effetti incisivi sulla salute. Noi dobbiamo cercare di creare le condizioni per una qualità ambientale che faccia sì che non tutti i gestori possano collocarsi indistintamente in tutte le aree. Ha detto Giancarlo – portavoce del comitato lastronavechefuma.
Continua la battaglia, il timore è che gli interessi di grandi multinazionali possano diventare più importanti della salute dei cittadini.

I commenti

Gennaro Mauro – PDL

I cittadini della zona adiacente il Palacongressi di Rimini hanno manifestato pubblicamente, con una raccolta di firme che ha raggiunto un’adesione di mille sottoscrittori, forti preoccupazioni di natura sanitaria per l’inquinamento elettromagnetico della zona, anche alla luce della richiesta di installazione di un’ulteriore antenna per la telefonia mobile.
Se ne discusso oggi in commissione due, caratterizzate da accese polemiche per le modalità con cui si è tenuta la riunione, con chiara strumentalizzazione politica da parte del presidente della commissione Franchini, che non ha sentito la necessità di rapportarsi ne con il sottoscritto vice presidente di commissione, ne con i capogruppo dei partiti politici. Non si può convocare una riunione invitando i cittadini e i promotori della protesta, illudendo gli stessi sulla circostanza che il Consiglio Comunale ha il potere di non autorizzare l’installazione di un’antenna se tutti i vincoli posti dalla legge sono rispettati.

La salvaguardia della salute umana è una cosa seria, non si può fare demagogia politica per una manciata di voti, va affrontata correttamente nelle sedi deputate, con i coinvolgimento di tecnici, e ai cittadini riminesi vanno date risposte adeguate.

Ci troviamo davanti a 1.000 cittadini che ci chiedono di fermare l’installazione della nuova antenna e la verifica dell’inquinamento prodotto dalle antenne preesistenti. Tutto ciò perché fortemente preoccupati dei possibili danni sulla salute, confermati da un’analisi commissionata ad un fisico di loro fiducia.
Gli uffici dell’amministrazione comunale a seguito della richiesta di installazione dell’antenna, hanno l’obbligo di aprire un’istruttoria amministrativa acquisire pareri anche quello dell’ARPA regionale (analisi preventiva e al monitoraggio successivo all’installazione dell’antenna dell’inquinamento) ed esprimere il parere sulla base delle indicazioni contenute nella normativa nazionale e regionale vigente, dove sono previsti valori entro cui bisogna contenere all’inquinamento da onde elettromagnetiche. Qualora la richiesta fosse compatibile con tali limiti e l’impatto ambientale dell’antenna fosse favorevole, gli uffici comunali sono tenuti a rilasciare l’autorizzazione all’installazione.

La questione è squisitamente tecnica, deve coinvolgere Fisici, e credo che i risultati dello studio fatto realizzare dai cittadini deve necessariamente essere confrontato con le conclusioni a cui sono giunti i tecnici dell’Arpa, e poiché la scienza non è un opinione espressa liberamente, i risultati devono necessariamente collimare.

Voglio ricordare che i limiti di esposizione all’inquinamento elettromagnetico esistenti in Italia sono notevolmente più cautelativi di quelli proposti nella Comunità Europea, e le analisi fatte dall’Arpa Regionali sono ancora più stringenti.

Credo, inoltre che l’amministrazione comunale abbia l’obbligo di promuovere una corretta ed esauriente informazione ai cittadini, per dirimere ogni dubbio in materia di salute. E questo vale anche per gli abitanti della zona Palacongressi. Per questo motivo, si deve realizzare al più presto una mappatura di tutte le fonti di inquinamento elettromagnetico della città e monitorare i valori costantemente.

Noi del Popolo della Libertà non apparteniamo a quella categoria che da un lato chiede Internet e reti Wi FI nel centro storico cittadino e dall’altro dice No alle antenne che rendono possibile tutto ciò. Va bene l’esistenza di nuove tecnologie strumenti di comunicazioni, ma ciò deve avvenire a totale garanzia della salute umana. Se in Italia ci sono leggi molto attente alla salvaguardia della salute, queste vanno solo rispettate.
Non abbiamo bisogno di demagoghi.

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La nota di Savio Galvani – FDS

La convocazione della II commissione consigliare di questa mattina ha dimostrato tutta la sua strumentalità a fini propagandistici da parte del M5S.
E’ curioso che siano proprio loro ad alimentare aspettative sulla dislocazione delle antenne, come in questo caso, rivendicando la logica della massima attenzione e cautela relativamente ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, e al tempo stesso incalzando l’Amministrazione ad estendere le reti wi-fi e wi-max che invece richiede interventi strutturali da estendere sul territorio.
In relatà queste aspettative sono destinate ad andare deluse non certo per mancanza di attenzione o di sensibilità al problema da parte dell’Amministrazione, che invece si era dotata di un regolamento molto avanzato in relazione anche ad una legge regionale che fissava parametri elimiti molto bassi, ma semplicemente perchè, dal 2006 è la legge nazionale che rergola la materia.
Di positivo c’è stato l’apprezzamento per le modalità di controllo messe in atto dall’ARPA a garanzia del rispetto dei limiti di esposizione fissati dalla legge.
Detto questo, per quanto attiene il merito della questione, la nota di sconcerto riguarda la modalità di convocazione della commissione e l’utilizzo strumentale a fini politici che ne è stata fatta. Vogliamo stigmatizzare la gravità di questo fatto, messo in evidenza, per altro, da molti consiglieri di maggioranza e di minoranza, proprio perchè il ruolo istituzionale della commissione di garanzia e controllo deve essere dimostrato in ogni situzione e il ruolo del presidente deve essere quello di garantire tutto il consiglio comunale e non solo una parte.
Quando si vogliono incontare gli amici, li si convoca a casa propria oppure al bar…. Credo vada ripristinato un maggior senso delle istituzioni anche per ridare il giusto ruolo alla politica.
Argomenti su cui riflettere seriamente che raccomandiamo anche alla dottoressa Franchini.

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